Recensioni

7.1

Dietro la sigla Cabeki si cela Andrea Faccioli, polistrumentista veronese già noto per certe escursioni in territori Die Schachtel (gli Å dell’omonimo del 2006) e con un invidiabile curriculum che spazia tra elettroacustica, jazz d’avanguardia e rock in ogni sua salsa. Ne Il Montaggio Delle Attrazioni questo giovane ma esperto artigiano musicale – si vedano gli interventi sugli strumenti e l’attenzione maniacale al suono – rielabora composizioni e musiche di scena per teatro disegnando traiettorie tra cinematiche ambientazioni e bozzetti d’avanguardia. Musiche in punta di plettro, soffici e candide elucubrazioni in cui sempre vivo è un pulsare traditional e un sentire quasi cameristico, oltre che una invidiabile ricerca sul dettaglio sonoro e/o atmosferico. 

Tra malinconie da fado post-Lisbon Story (Con La Strada) e Satie in incognito post-rock, tziganate umorali (Nelle Tasche Rotte) e evanescenze da Tiersen della bassa (I Suoi Occhi), Cabeki tratteggia brevi lande sonore ispirate dalle suggestioni teorico-cinematiche dell’omonimo saggio opera di Ejzenstejn che da il titolo all’album. Opposti in attrazione in una poetica della minuteria, del frammento evocativo e del cavillo sonoro che, per una volta tanto, può fare a meno del supporto visivo tanto è pregno di magnetismo e compiuta seduzione. Una ricerca sonora non innovativa, ma personale e di grande impatto evocativo, al guado tra elettricità e silenzio, melodia e ambientazioni acustiche, sfera privata e fruizione pubblica. Capace di far tornare in mente sfocate memorie ed eccitanti ostranenie e giustamente (auto)definita “musica da cinecamera in super 8”.

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