Recensioni
Broken Social Scene
Old Dead Young - B-Sides & Rarities
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Valerio Di Marco
- 16 Gennaio 2022

Se oggi “collettivo musicale canadese” è una categoria del pensiero lo si deve anche ai Broken Social Scene, che del genere sono stati una delle massime manifestazioni mondiali, specie se accostati al fatidico aggettivo indie, che spiega tutto e non spiega niente ma nel caso in questione è pertinente e comunque basta infilarcelo che capisci subito di che stiamo parlando.
Più di due decenni di carriera discografica e opere lunghe profuse col bilancino (giusto sei album in studio, ma negli ultimi quindici anni se ne contano appena tre). Ora Old Dead Young li abbraccia tutti, questi vent’anni, ma per mezzo di una raccolta di B-side e rarità che accendono i fari su una sorta di carriera in parallelo della poliedrica formazione di Toronto. Una formazione che forse proprio per non aver mai smarrito la propria integrità è ancora oggi così apprezzata e rispettata, oltre al fatto che parliamo di un gruppo che come pochi ha saputo mantenersi in bilico tra melodia e sperimentazione, tradizione e avanguardia, immediatezza e piglio arty, rastrellando l’alternative e post-rock degli anni ’90 per portarli nel nuovo millennio con una multiforme proposta sonora ora baroccamente pop, ora rumoreggiante, ora ballabile, ora sognante con punte finanche new-age. Caratteri che si ritrovano tutti in questa retrospettiva “altra” (non la prima, ma l’unica così esauriente) della banda capitanata da Kevin Drew e Brendan Canning, un’antologia che pesca da singoli, EP, compilation, colonne sonore e rarità rilasciati a partire dal 2001, anno dell’esordio sulla lunga distanza con Feel Good Lost.
Così ritroviamo (ma per molti probabilmente sarà il primo ascolto, trattandosi di materiale di difficile reperibilità) i deliri “sonici” di Do The 95 (lato B del singolo Stars and Sons/KC Accidental, 2003), le epiche dissonanze dal sapore arcadefireiano di Canada vs America (dall’EP To Be You And Me, 2005) ma anche episodi più recenti ad altezza Hug Of Thunder (la title-track) e qualcosa dalle numerose sonorizzazioni/soundtrack realizzate dai Nostri (peccato manchi la cover di Love Will Tear Us Apart dei Joy Division registrata per la colonna sonora del film Un amore all’improvviso, 2009).
14 brani totali tra cui si segnala anche Golden Facelift, outtake di Forgiveness Rock Record ma che non avrebbe sfigurato sul disco del 2010. Old Dead Young è un’opera sì composta da materiale già noto (si fa per dire), ma assemblata con meticolosità e raziocinio che si debbono a un lavoro inedito: i BSS non tradiscono neanche quando si ripetono.
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