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Un paio d'anni son passati dal buon Protoplasmic ed è tempo per Boris Savoldelli di tornare ad esalare il suo vocalese sempre più duttile e dinamico. Nel nuovo Biocosmopolitan, terzo lavoro solista e secondo per la benemerita etichetta newyorkese Moon In June, il quarantenne bresciano sbriglia la sua tipica rielaborazione assieme cerebrale e divertita di topoi jazz, gospel, soul e funk, mettendo in mostra una vena mai tanto black e groovy. Il tutto ovviamente strutturato sulla voce – stratificazioni a cappella, scat e beatbox – col prezioso aiuto del bassista Jimmy Haslip nella title track e della tromba di Paolo Fresu in Concrete Clima e Kerouac In New York City.

Le quattordici tracce del programma sono un'immersione ubriacante nell'arte gioiosa e a tratti geniale di Savoldelli, una zona franca dove le coordinate si smorzano e confondono, s'impastano idiomi e s'incrociano forme (afro, blues, hip hop, pop, psych, musical…) con l'obiettivo di escogitare forme d'intrattenimento che stemperino suggestione, leggerezza e profondità. L'impeto luminoso quasi The Who di Lovecity, quella specie di Beatles in orgasmo Weather Report di Disarmonia ed il Quartetto Cetra spedito a New Orleans del singolo The Miss Kiss sono i momenti migliori di una scaletta deliziosa.

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