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C’è qualcosa di simile ad uno “swedish sound”? Evidentemente si. E’ un’autentica wave. Basta mettere insieme il disco di Hello Saferide, quello, un po’ più datato (anche se edito da poco in Italia) degli Shout Out Louds, il piccolo gioello degli Strip Squad, ed, a dire il vero, un’infinità di album dalla medesima etnia. Prima Bang ed Olufsen, poi Ikea, fino ad un indiepoppers of the world, unite and take over appena sussurrato che però non si può più ignorare. Billie the Vision and the Dancers è un collettivo (anche se nessuno si chiama Billie in realtà) composto in parti più o meno uguali da uomini e donne o, meglio, ragazzi e ragazze, più o meno svedesi. Il loro secondo disco – disponibile gratuitamente in download dal loro sito, peraltro – The World According to Pablo, è un concept spagnoleggiante (dal momento che il protagonista è un pluri-citato Pablo Diablo) che ha tutte le condicio sine quanon della swedish wave: le trombe giocano con le chitarre su qualche arco, celebrando semplicemente la gioia di fare del buon, onesto, pop. L’opener I’m Pablo, in questo senso, è il perfetto biglietto da visita.

Si ascolta con piacere The Man From Argentina e, forse, con ancora più piacere, I Let Someone In e Ghost. Se proprio vogliamo parlare di Svezia, però, bisogna ammettere che per quanto interessanti possano essere le gesta del Diablo, ci si trova a rimpiangere un po’ il folk vibrante di Frida Hyvonen oppure la verve travolgente à la Y Pants dei Love is All. Ma solo un po’, ecco.

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