Recensioni

La genialità della sigla scelta non si limita soltanto a giocare con l’universo pop ed eventualmente stravolgerlo, modificarne il portato, fornirne una chiave di lettura diversa. Segna anche, volendo, la cifra sonora dell’intero progetto opera di Luca Marchetto, musicista in libera uscita da The White Mega Giant, passati per queste pagine all’altezza dell’esordio per una dimensione astrale e cosmica del loro post-rock chitarristico.
Le musiche di questo album d’esordio, infatti, sembrano veramente quelle elaborate da un collante cattivo, il “pritt” credo si usi ancora a scuola per il fai da te, che si sviluppa genericamente sulle coordinate di una ambient oscura, notturna, chiesastica in certi passaggi e di base “incattivita” ma elaborata in chiave “post-rock”, ovvero con uno slittamento di senso al limite del post-moderno che includa e inglobi input tra i più svariati. Movenze notturne e inquiete sovrastano tutto l’album, a partire dall’opener The Ghost In My Bed che risuona di echi cinematografici virati classical che si sfilacciano poi verso le lande gelide eppur romantiche, di un romanticismo algido alla primi Sigur Rós, di Stalactite e della gemella diversa Stalagmite, ancor più spinta sul versante orchestrale, o si liquefa nella malinconica chiosa di Burning Bridges.
Menzione speciale per XOXO, episodio più “malato” e disturbante del lotto e pertanto più in linea col gusto di chi scrive, ma l’ambientazione generale, così struggente e nordica, pur rimandando a riferimenti ben evidenti e storicizzati, fa di questo esordio un perfetto ascolto autunnale.
Amazon
