Recensioni

5.8

Febbricola italo disco a go-go, ed ecco il quinto album in undici anni per gli Architecture In Helsinki, dopo ben tre anni di assenza dal non esaltante Moment Bends. Ebbene, com’è questo NOW + 4EVA? Frizzante. Lieve. Adesivo. Furbo. Del tutto inutile. Ma di un’inutilità capace di guizzare oltre il bene e il male per aggrapparsi al lato più giocoso della faccenda, e da lì lanciarti freccette argute, virus mnemonici che attivano circuiti sepolti dalle badilate degli anni e della gravità. Insomma, i cinque ragazzi australiani sono dei nerd sonori specializzati nell’organizzazione di happening a bassa intensità ed alto volume. Buontemponi con la chiavetta piena di intrighi a perdere. Ragionieri del dancefloor in euforia da long-drink e vecchi videoclip. Come volergli male?

Già la opening In the Future ti sbatte in faccia un giochicchiare funky plasticoso come se avessero dissepolto Howard Jones dal museo delle cere, poi è tutto un ringalluzzire fantasmi 80s con spirito oleografico e retrogusto Moroder, tipo le Mel And Kim di I Might Survive, la Vivien Vee di Echo o il turgore Kim Wilde di When You Walk In The Room. Certo, nessuna ossessione nostalgica può sfuggire al contagio dell’attualità, perciò capita di avvertire particelle burlone Daft Punk in quella Boom (4EVA) che pure strizza l’occhio ai Queen moroderiani, per non dire degli Arcade fire in sedicesimi di Born To Convince You e della filigrana Notwist che nobilita la carezzevole April.

E’ roba che si beve come un’analcolico colorato, salvo poi scoprire che c’è qualche sostanza non dichiarata nella lista degli ingredienti. Nulla di permanente o pericoloso, eh, ma intanto può capitarti un pizzico di euforia. Giusto quella.

Amazon
SentireAscoltare

Le più lette