Recensioni

La cantautrice svedese Ane Brun dà alle stampe un bel lavoro, un album in cui la dotata cantante di Stoccolma raccoglie dieci duetti con altrettanti artisti registrati tra il 2003 ed il 2005. Lo stile non ne risente e l’omogeneizzazione dei brani fa intendere la maestria e le doti tecniche di questa giovane artista, la capacità di cucinare e tessere le fila di un’architettura non semplicissima da statizzare. La partecipazione dei Madrugada, di Syd Matters e di Ron Sexsmith impreziosisce la compilation e ne fa apprezzare l’eclettismo misurato. Il dolce fluire delle note, austere ed adamantine assieme, commuove non tanto per originalità ma per la passione e la cauta rappresentatività nell’attuale ricco panorama del folk nordico.
In questo disco, invece di stemperare in solitudine il pathos individuale, la Brun ritiene di dismettere l’egocentrismo, con la scelta conscia di voler esprimere l’astratto bisogno di compartecipazione emotiva, cooperando inizialmente con musicisti di varia estrazione dell’area Ladyfest; contornando quindi quell’esperienza con numerose successive sessions, quali la registrazione in duetto con Ron Sexsmith dal secondo album della cantante, come pure Stop, duetto con Liv Widell (My Lover Will Go EP). Dopo la registrazione di A Temporary Dive (2005) l’artista si reca in numerose piazze d’Europa quando intende che la dimensione solo debba essere alimentata da una personologia meno “alienata”, sì da ispirare il concetto alla base di Duets.
Il range vocale dell’artista è tale da sperimentare nuovi percorsi. Con Syd Matters (l’alias di Jonathan Morali) performa live il primo brano in scaletta al Cigalle di Parigi nell’ottobre 2005, mentre il vocalist dei norvegesi Madrugada Silver Hoyem presta le sue carezze deliziose nel brano successivo. Rubber & Soul è il magico risultato dell’aiuto dei faroeiani Teitur, registrato live a Stoccolma. Lo svedese Lars Bygdén rende gradevole il volo country western della quarta track mentre Liv Widell è dotato di un’umoristica voce di facile presa teenagers. La bellezza intima della voce della svedese Ellekar Larsson traccia melodiche interpretazioni del male di vivere e, nel brano numero 7, Magnus Tingsek presenta il suo talento creativo in una performance alla Radio Nazionale Norvegese nell’agosto 2005. Tobias Froberg, altro svedese di maniera, duetta con la Brun con un suo pregevolissimo pezzo, Love and Misery. Alla postazione numero 9, la carismatica cantautrice canadese Wendy McNeill avalla il suo potente suono notturno, anticipando di un brano la chiusura di Ron Sexsmith, calda e seducente come sempre.
Comunicativa ed esemplarmente docile, la semantica del lavoro suscita apprezzamento e riverenza, equilibrio ed accuratezza, come vorremmo che la musica contemporanea tentasse di riaddensare i suoi costrutti.
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