Recensioni

7.1

Gli Alieni non vogliono saperne di scendere sulla terra, neanche stavolta. Luna, nomen omen, è possibilmente ancora più visionario, eclettico e vario dell’esordio Astronomy For Dogs, prova tangibile e concreta – per quanto fatta della stessa materia delle nebulose – che la mothership altrimenti nota come Beta Band non aveva spento i motori, aveva solo risistemato i ranghi (riaccogliendo al posto di Steve Mason il figliol prodigo Gordon Anderson aka Lone Pigeon, transfuga agli esordi per problemi di salute psichica) e cambiato ragione sociale. Come da titolo, l’album promette ciò che mantiene, con la sua psichedelia di stampo barrettiano (Smoggy Bog, dritta fuori dal pifferaio) e non, innumerevoli trovate melodiche e di arrangiamento, fra viaggi siderali alla Ummagumma (la title track), cavalcate lisergiche (Billy Jack, puro Hawkwind) e ballate romantiche (Dove Returning, ancora floydiana).

Qui è ancora tutto più estremo, a partire dagli epici dieci minuti iniziali di Bobby’s Song, ma anche più compatto (pur nella varietà) ed ad alto livello di intrattenimento pop, vedi una Magic Man degna dei migliori Super Furry Animals, o la beatlesiana Sunslamp Show, o ancora le inedite scosse elettriche Crazy Horse di Boats. Insomma, un’ulteriore esplorazione del cosmo psych rock’60, riaggiornando il tutto agli altrettanto visionari tempi nostri. Il messaggio è sempre lo stesso: la psichedelia è uno stato mentale, non una moda di quarant’anni fa. Quant’è vero.

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