Recensioni

6.9

Ne hanno fatta di strada gli Akkura dal 2003, anno della
pubblicazione dell’omonimo EP d’esordio. Una carraia che è diventata
quasi una statale, tra passaggi radiofonici sempre più frequenti, più
di duecento concerti all’anno, aperture per Caparezza, Teresa De Sio,
Negramaro, Avion Travel. Il tutto sempre sull’onda di un folk ricercato
ma al tempo stesso diretto, in cui tromboni, violoncelli, chitarre,
banjo, percussioni, contrabbasso, mandolino, dialogano piacevolmente
con una scrittura d’autore affascinata da mimetismi sonori a base di
ritmiche in levare, vocazioni danzereccie, malinconie gitane.

Il qui presente Zaún non fa che confermare quanto già visto, ricalcando in gran parte il
modello del suo predecessore, disciplinando ulteriormente le trame,
correggendo i possibili difetti di pronuncia, per undici brani che
spaziano dalle coloriture vagamente tex-mex di Fuga dalla finestra del bagno alle scarnificazioni cubane di L’arrumba, dal valzer ubriaco di Nel quartiere delle donnacce alle mezze luci di Notte dei profumi, dallo ska acustico di Il ballo delle debuttanti al pop scanzonato di Ricamato sul divano. Il tutto senza mai suonare troppo banali o pretenziose ma con la convinzione anzi, di avere ancora molte carte da giocare.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette