Recensioni

7

Il Dam-Funk de noantri? Beh, è questo il primo pensiero che passa lecitamente per la testa ascoltando Mirage. Pur partendo dagli stessi presupposti e con una sensibilità affine, Adam aggiunge un tocco wonky (nel senso del barcollamento ritmico) e un certo gusto per strutture quasi-progressive rispetto al guru boogiefunk di casa Stones Throw.

Sette strumentali e una Cosmic Connection (title omen) in doppia versione, con i vocals di Amalia (e il pezzo ne guadagna, è una strada da battere di più), in un tripudio di synth e motivetti oldie riletti con la sensibilità del nerd Duemila. Gustosissimo, artigianale, sentito, solo apparentemente derivativo (Dam e Ad hanno percorso la loro strada in parallelo), e però il nostro può sicuramente variare di più e soprattutto spingere più a fondo.

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