Si è aperta ufficialmente il 29 settembre la serie di concerti che gli U2 stanno tenendo (e terranno fino a dicembre) nell’avveniristica Sphere di Las Vegas. La residency celebra il trentennale di Achtung Baby e per l’occasione, la formazione di Dublino ha condiviso un brano inedito, Atomic City.
U2: UV Achtung Baby Live At The Sphere, è il titolo dello spettacolo che ripropone l’esecuzione per intero del disco in un ordine che ricorda quello del tour promozionale di Achtung Baby. E di questo e del futuro del gruppo Bono, The Edge e il direttore creativo personale del gruppo Willie Williams hanno discusso nell’intervista di rito con Zane Lowe per Apple Music svolta all’indomani del concerto inaugurale della settimana scorsa.
Per il frontman i live allo Sphere rappresentano “un progetto scientifico al servizio dell’arte”, un modo nuovo e democratico per connettersi con i fan. “Uno show che può portarti in qualsiasi momento e luogo, farti sentire come se fosse lì” ma anche – e sono le parole di The Edge – uno spettacolo in cui ognuno può godere di “una visione perfetta del palco”. E non ha tutti i torti: l’intera superficie sferica della struttura è un enorme schermo (date un occhiata ai fan video condivisi in rete – in quanto).
Quello che volevamo fare era creare… Dovrebbe sembrare una caverna. Vogliamo privarla di tutta l’elettricità. Vogliamo spogliarla di tutta la tecnologia. E vogliamo partire dalla prima espressione che ha avuto l’uomo, ovvero la pittura rupestre. Potreste pensare: “È una grotta molto fantascientifica”. Ma è quello che faremo. Riporteremo il tutto a quel primo momento. Ed è così che inizieremo lo spettacolo: io canterò, come facevo all’inizio su Zoo TV. Canterò una melodia irlandese chiamata “Sean-nós”. Il “Sean-nós” è normalmente un canto non accompagnato. È l’irlandese influenzato dal Nord Africa. La nostra musica in Irlanda ha forti legami con l’emisfero meridionale. E non avrò gli occhiali. Trovo i miei occhiali, i miei occhiali da sole e li indosso. Non cambiano solo il modo in cui la gente mi vede. Cambiano il mio modo di vedere il mondo. Il modo in cui la band si esibisce in quel momento è direttamente dal futuro, con un tocco di 1990 a Berlino, nella Zoo Station
Bono
Nell’intervista i due parlano anche della frustrazione di Larry Mullen Jr. presente nel nuovo brano e nel relativo videoclip ma non nelle date della residency. Al suo posto c’è Bram van den Berg, allievo dello stesso batterista. Ma anche del futuro degli U2, con Edge ad affermare di avere ben 100 canzoni da parte e Bono altre 20. Adam? “Avrà qualcosa da aggiungere”. E Larry? Farà da giudice, assicurano i due (“Ci dirà: questa è spazzatura. Questa è spazzatura. C’è qualcosa qui che non sia spazzatura? Ne troveremo 10. E questo è tutto ciò che è necessario”). Il messaggio è chiaro: per la band scrivere nuova musica equivale al motivo stesso di esistere.
La lotta è per il nostro futuro. È amore contro fortuna. Ma è su questo che si basa la nostra band. Non è solo amicizia. Usiamo troppo la parola “amore” come facevano i Beatles. È quindi per voi… è come se steste dicendo “Whoa, aspetta!”. Perché è una parola pigra da usare se non ha un significato. E se non ha un significato all’interno della band, non lo avrà nemmeno al di fuori di essa. Quindi questo è il momento in cui se le persone hanno perso il loro amore, dovrebbero andare a quel paese. Me compreso. Capisci cosa intendo? È così, giusto? E se non vi state innamorando della musica… Perché la musica ci paga le bollette. E se non ami la musica, è il momento di andare a quel paese
Bono
La serie di date che gli U2 presentano nell’arena nuova di zecca – la MSG Sphere – spazio che conta fino a circa 20.000 posti a sedere, è stata presentata lo scorso febbraio nel corso dell’ultima edizione del Superbowl (che nell’halftime ha visto protagonista Rihanna) tramite un fantascientifico spot. All’epoca la band stava promuovendo Songs Of Surrender, progetto che è stato supportato da un tour in solitaria da Bono passato anche per l’Italia.