Anche la musica a volte sa essere paradossale: gli Smiths non torneranno forse mai più su un palco, ma sono fortunatamente tornati a parlarsi per un 7 pollici a tiratura limitata. Nel mezzo di una faida pubblica che va ormai avanti da anni a colpi di comunicati legali e accuse reciproche, Morrissey e Johnny Marr si sono ritrovati a collaborare – anche se a distanza – su una nuova uscita discografica firmata The Smiths.
L’occasione è il secondo volume della collezione Rough Trade 45s: Volume 2, un prestigioso boxset curato dalla storica etichetta indipendente londinese, e in uscita il prossimo 30 ottobre in sole mille copie. All’interno della raccolta, che include classici in formato 7 pollici di band come The Fall, Aztec Camera, Mazzy Star e Scritti Politti, spicca anche un inedito assoluto per il catalogo degli Smiths.
Il brano da Meat is Murder
Si tratta di un 45 giri che racchiude The Headmaster Ritual sul lato A e I Want The One I Can’t Have sul lato B: entrambi sono brani che videro la luce originariamente nel 1985 all’interno del capolavoro Meat is Murder, ma non erano mai stati pubblicati ufficialmente come singolo stampato da Rough Trade.
Quale eccezionalità dell’operazione se non che sia Marr che Morrissey hanno partecipato attivamente alla selezione, richiedendo espressamente queste due tracce? Il cantante ha curato personalmente l’artwork del vinile scegliendo una foto del 1939 dell’attore americano Billy Halop, portando avanti la storica tradizione iconografica della band, che in passato ha visto in copertina miti come Truman Capote, Alain Delon ed Elvis Presley. Entrambi i musicisti hanno poi firmato le note di copertina del booklet allegato, che conterrà tra l’altro anche interventi di colleghi illustri come Elvis Costello e Jonathan Richman.
La “tregua” professionale
Un inaspettato fronte comune dal punto di vista artistico che stride violentemente con i rapporti attuali tra i due ex sodali: negli ultimi anni il progressivo avvicinamento di Morrissey a posizioni politiche di estrema destra ha reso la frattura insanabile, al punto che Marr ha preso fermamente le distanze dichiarando che “tali idee non hanno nulla a che fare con il mio mondo o la mia vita”.
La tensione è esplosa di nuovo negli ultimi mesi, quando Morrissey ha accusato pubblicamente il chitarrista di aver rifiutato deliberatamente una ricchissima offerta per un tour di reunion della band nel 2025. La replica di Marr, come da copione, è stata gelida: “Non ho ignorato l’offerta, ma ho semplicemente detto di no. Non sono un idiota, l’atmosfera non è di certo quella giusta”.
Poi, il frontman ha gettato altra benzina sul fuoco, incolpando l’ex partner di aver bloccato la pubblicazione di un nuovo Greatest Hits e di aver preso il controllo esclusivo del marchio registrato della band – accusa poi smentita dai legali del chitarrista. “Marr sta dedicando tutta la sua vita a distruggermi in ogni modo possibile”, aveva detto Morrrissey.
Eppure davanti a un nuovo vinile targato Rough Trade (che ha custodito l’intera discografia della band di Manchester fino allo scioglimento del 1987) la tregua sembra temporaneamente messa in pausa, un po’ per rispetto verso la propria stessa storia, un po’ per il richiamo di un’operazione nostalgica ad altissimo valore collezionistico.
Attività soliste
Nel frattempo, entrambi gli artisti continuano la loro attività musicale: Morrissey ha appena cancellato una residency di quattro date a Las Vegas per “problemi logistici improvvisi”, ma è atteso a Chicago per il Riot Fest, dopo la pubblicazione lo scorso marzo di Make-Up Is A Lie (recensito su queste pagine da Antonio Pancamo Puglia).
Marr si prepara invece all’uscita del suo quinto album da solista, The Age of Everything: il disco nasce da una lunga fase di sperimentazione live sviluppata durante il tour nordamericano del 2025, dove oltre metà delle scalette era composta da brani inediti.