Morrissey ha recentemente rilanciato il dibattito sulla possibile reunion degli Smiths, rispondendo alle dichiarazioni di Johnny Marr e muovendo nuove accuse verso l’ex compagno di band. A distanza di tre mesi dalle ultime affermazioni del chitarrista, il frontman è tornato sull’argomento in una nuova intervista, chiarendo la sua posizione riguardo alla proposta di reunion e alla gestione del marchio della band.
Morrissey ha ribadito a Medium che la sua proposta di un tour per il 2025 non era dettata da un desiderio di riavvicinarsi a Marr, piuttosto dalla volontà di rendere omaggio ai fan che hanno seguito la band nel corso degli anni. “Non provo alcun attaccamento verso Marr”, ha dichiarato Morrissey, sottolineando che l’idea della reunion era puramente legata alla celebrazione della musica degli Smiths e alla loro legacy.
Il frontman ha poi risposto alle critiche di Marr, accusandolo di ipocrisia. “Lui dice di trovarmi ‘indigeribile’, ma ogni volta che sale su un palco canta le mie parole e le mie melodie”, ha affermato, aggiungendo che il chitarrista sta mantenendo una facciata di ostilità per alimentare il proprio status di “custode” della band.
Riguardo alla questione dei diritti sul nome degli Smiths, Morrissey ha continuato a criticare Marr per aver preso in mano la situazione senza consultarlo. Marr aveva infatti registrato il marchio del nome nel 2018 dopo che Morrissey non aveva risposto alla sua proposta di collaborazione per proteggere il nome della band. Morrissey ha descritto quell’atto come parte della strategia di Marr per “costringere i fan a scegliere tra i due”, mettendo in evidenza un altro aspetto del conflitto che da decenni li divide.
Nuova replica e vecchie ferite che si riaprono, mostrando ancora una volta quanto profondo sia il divario tra i due leader della storica formazione. Il sogno di una reunion sembra ad oggi una chimera. Giusto qualche mese fa, a un fan che chiedeva se fosse possibile o meno, il chitarrista aveva postato una foto dell’ex leader dell’UKIP, Nigel Farage, sottintendendo quanto distinta fosse la sua visione politica da quella del co-autore di Charming Man.
Nel rispondere alle accuse, Morrissey ha inoltre riflettuto sul suo percorso musicale solista, dichiarando che le sue canzoni da solista sono ciò di cui è più orgoglioso: “Le canzoni degli Smiths appartengono alla giovinezza, ma la mia musica solista è un’espressione del mondo che va oltre Manchester”.
Su SA potete rileggere un altro capitolo datato 2022 della diatriba Morrissey / Marr, una lettera aperta scritta dal primo a cui il secondo ha risposto con un tweet (in un post dedicato l’analisi di Antonio Puglia), ma anche ripassare l’approfondito monografico scritto da Nino Ciglio sugli Smiths e la recensione classic di The Queen Is Dead.