Steven Wilson torna a parlare di spatial audio, ma questa volta con una punta di amarezza. Intervistato dal podcast Scars And Guitars, il musicista inglese ha rivelato che i suoi remix in Dolby Atmos dei classici Use Your Illusion I e Use Your Illusion II dei Guns N’ Roses sono stati definitivamente rifiutati dalla band.
“Ho remixato quasi 40 pezzi, tra cui outtakes e B-side. Ma la band non ha gradito”, ha raccontato Wilson. “Tutto quello che avevo realizzato è stato respinto. L’unica cosa uscita è la mia versione di November Rain, con un’orchestra vera aggiunta”.
La carriera come remixer, il futuro della tecnologia
Dal 2009, Wilson ha costruito un catalogo di remix immersivi che parte proprio dai King Crimson, con nuove versioni (stereo, 5.1 e Atmos) di album fondamentali come In the Court of the Crimson King, Red, Lizard, Discipline. Da lì in poi, il suo approccio chirurgico e rispettoso lo ha portato a lavorare sui classici di Tears For Fears, Suede, Ultravox, ABC, Chic, The Who, Van Morrison.
Ma nel caso dei Guns, dice, “non piaceva l’Atmos, non piaceva il concetto di spatial audio applicato alla loro musica. E così il progetto è rimasto sul mio hard disk. Una gran delusione: dischi meravigliosi, che meritavano un ascolto rinnovato.”
Wilson ha poi discusso del futuro della tecnologia immersiva e delle sue potenzialità in ambito live: “Portarla nei tour resta difficile, ma luoghi come lo Sphere di Las Vegas – dove di recente gli U2 hanno curato una residency – indicano una strada.” E se un giorno quei remix vedranno la luce? “Mai dire mai”, ma per ora restano prigionieri delle dinamiche interne della band.
Nel frattempo, Wilson ha pubblicato il suo ottavo album solista, The Overview, composto da due suite da venti minuti (recensione di Andrea C. Soncini). Uscito lo stesso giorno dell’album di Playboi Carti, Music, l’album è stato beffato sul filo della classifica. “Non ho ancora incontrato nessuno che sappia chi sia”, ha commentato, precisando però che “per un ragazzo di 15 anni cresciuto con TikTok e videogame, è ovvio che la sua musica risulti decisamente più appetibile della mia”·