Siouxsie
Siouxsie dal vivo all’Ancienne Belgique a Bruxelles (still YouTube, 3 maggio 2023)

Siouxsie. Cosa ci è piaciuto e cosa non ci è proprio andato giù del concerto al Teatro degli Arcimboldi di Milano

Pro e contro del concerto evento della frontwoman tornata ad esibirsi live dopo 10 anni

Aspettando il live report completo, dopo avervi condiviso prime impressioni e la scaletta, una lista delle cose che ci sono piaciute del concerto di Siouxsie al Teatro degli Arcimboldi, e di quelle che proprio non ci sono andate giù:

Pro

Lei: magnetica e sprezzante, con fare punk se ne sbatte altamente delle critiche (“stonata”, “svociata”, “invecchiata” per citare le più ricorrenti) e regala, a chi sa coglierla, l’ennesima lezione di stile e carisma. E al prossimo che sottolinea gli outfit “non consoni alla sua età”, rispondiamo di andare a dire a Iggy Pop di mettersi una maglietta ogni tanto. Mentre a quelli che segnano i voti sul registro delle stonature, facciamo notare che Siouxsie Sioux non è mai stata nota per essere una virtuosa del belcanto. Nemmeno quando aveva vent’anni.

La location: non male riservare l’unica data italiana a uno dei teatri più grandi del Paese, palcoscenico ideale per un’icona vivente; Il pubblico: eterogeneo, composto, rispettoso – salvo qualche rara eccezione – del divieto assoluto di foto e video; paziente con la polizia dei cellulari, pronta a sanzionare a suon di cazziate e torciate in faccia la benché minima trasgressione; incontenibile nei momenti giusti, come quando su invito di Siouxsie abbandona i posti a sedere e si riversa in platea per ballare sulle note di Spellbound e The Passenger.

Contro

Gli arrangiamenti non sono sempre stati all’altezza degli originali (con buona pace della pur ottima band). La durata: 1h e 30 di concerto dopo 10 anni di attesa ci è sembrato un tempo veramente risicato, con l’aggravante di non aver eseguito Hong Kong Garden come encore. Le installazioni video: minimali e a tratti ripetitive, sono parse dei palesi riempitivi e non hanno aggiunto niente allo spettacolo. Vedere Siouxsie sul palco bastava di per sé.

Il ritorno sui palchi e l’ultima produzione

Partito il 3 maggio dall’Ancienne Belgique di Bruxelles, il tour segna il ritorno dell’ex frontwoman dei Banshees a 10 anni dall’ultima performance che si è tenuta al Meltdown Festival nel 2013 sotto la direzione artistica di Yoko Ono.

L’ultima produzione discografica di Susan Janet Dallion, in arte Siouxsie risale al 2015, e rompeva un silenzio in tal senso di 8 anni: si tratta di Love Crime, brano scritto insieme al compositore Brian Reitzell, commissionato dagli autori di Hannibal per la finale della serie («Reitzell sapeva che ero un grande fan di Siouxsie Sioux, e sapevamo che lei era una fan della serie. È stata ferma 8 anni perché non era ispirata, Hannibal invece l’ha convinta a scrivere una nuova canzone. È stato un vero onore»).

Nel 2022 Siouxsie aveva annunciato All Souls, una raccolta rimasterizzata di brani di repertorio volta a celebrare “l’equinozio d’autunno e le sue festività”. L’album è stato pubblicato in vinile il 21 ottobre 2022.

Sempre lo scorso anno Jenna Ortega, ovvero Mercoledì nell’omonima serie Netflix, ha accreditato la cantante tra le influenze del ballo scolastico dell’ormai iconica scena con la musica dei Cramps, una coreografia che l’attrice si è studiata anche rivedendo i videoclip di Siouxsie Sioux.

Sulle nostre pagine potete recuperare la recensione dell’album solista Mantaray, oltre agli approfondimenti classic dedicati alla discografia di Siouxsie & The Banshees, The Scream del 1978 e Juju del 1981.

Tracklist

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