Avvolta in un una lunga tunica-pantalone argentea e con le ormai inseparabili sneakers che hanno definitivamente preso il posto degli anfibi, Siouxsie è stata magnetica e potente, in barba a certi ingenerosi commenti letti in giro sotto i video delle precedenti esibizioni, che le contestavano tutto il contestabile: gli outfit, la forma fisica, la voce, l’intonazione e finanche la scaletta.
Nell’attesa di tornare più diffusamente su tutto quanto, le prime impressioni a caldo sull’unica data italiana, al Teatro degli Arcimboldi di Milano sono assolutamente positive, al netto di due piccole note dolenti.
Video e foto rigorosamente vietati con tanto di duplice avvertimento con voce fuori campo prima dell’inizio della performance (se è il volere dell’artista non si può che rispettarlo, e ben venga concentrarsi una volta tanto sull’esibizione piuttosto che sulla giusta messa a fuoco). Ma quanta intransigenza ai limiti della pedanteria da parte delle maschere, che hanno trascorso l’intera prima ora a fare su giù nella platea sgridando e puntando torce in faccia ai poveri malcapitati che cercavano goffamente di portarsi a casa un piccolo ricordo di un momento memorabile.
Davamo tutti per scontato l’encore di Hong Kong Garden, pressoché concessa a tutti fino ad oggi, che invece non è stata eseguita con dispiacere di molti.
Scaletta (via setlist.fm)
- Night Shift
- Arabian Knights
- Here Comes That Day
- Kiss Them for Me
- Dear Prudence (The Beatles)
- Face to Face
- Loveless
- Land’s End
- Cities in Dust
- But Not Them
- Sin in My Heart
- Christine
- Happy House
- Into a Swan
Bis
- Spellbound
- The Passenger (Iggy Pop)
Partito il 3 maggio dall’Ancienne Belgique di Bruxelles, il tour segna il ritorno dell’ex frontwoman dei Banshees a 10 anni dall’ultima performance che si è tenuta al Meltdown Festival nel 2013 sotto la direzione artistica di Yoko Ono.
L’ultima produzione discografica di Susan Janet Dallion, in arte Siouxsie risale al 2015, e rompeva un silenzio in tal senso di 8 anni: si tratta di Love Crime, brano scritto insieme al compositore Brian Reitzell, commissionato dagli autori di Hannibal per la finale della serie («Reitzell sapeva che ero un grande fan di Siouxsie Sioux, e sapevamo che lei era una fan della serie. È stata ferma 8 anni perché non era ispirata, Hannibal invece l’ha convinta a scrivere una nuova canzone. È stato un vero onore»).
Nel 2022 Siouxsie aveva annunciato All Souls, una raccolta rimasterizzata di brani di repertorio volta a celebrare “l’equinozio d’autunno e le sue festività”. L’album è stato pubblicato in vinile il 21 ottobre 2022.
Sempre lo scorso anno Jenna Ortega, ovvero Mercoledì nell’omonima serie Netflix, ha accreditato la cantante tra le influenze del ballo scolastico dell’ormai iconica scena con la musica dei Cramps, una coreografia che l’attrice si è studiata anche rivedendo i videoclip di Siouxsie Sioux.
Sulle nostre pagine potete recuperare la recensione dell’album solista Mantaray, oltre agli approfondimenti classic dedicati alla discografia di Siouxsie & The Banshees, The Scream del 1978 e Juju del 1981.