Dargen D’Amico torna a Sanremo a un anno dal tormentone Dove si balla. Già dalle anteprime si sapeva che anche a questo giro lui come molti avrebbero spinto sull’arrangiamento sintetico e, soprattutto, sulla casa dritta (Lazza dixit). Se lo scorso anno si ballava battiateschi (e vagamente turbocafoni) sulle macerie di un mondo che è meglio non guardare su (o giù), l’Onda Alta qui è ovviamente quella dei migranti (“Siamo più dei salvagеnti sulla barca”), ma non solo. “Come faccio a volere una vita in incognito, Se parlo solo di me?”.
Stuola di orsacchiotti e immancabile occhiale scuro, Dargen canta la sua polka elettronica dentro un sommergibile russo. Col coro dei marinai. Con qualche zampata delle sue (oltre a quella dei peluche). Ma il pezzo buono e giusto, almeno sulla carta, esce un po’ stanco, forse troppo saturo di caricaturale.
A poche ore dalla première sanremese, pubblicato su YouTube anche il video del brano, che rigira visivamente il tema migratorio e naufrago rispolverando in stop motion delle ruspe di salviniana memoria.