Si arricchisce la lista di ospiti che calcheranno il palco dell’Ariston per Sanremo 2024, in scena su Rai 1 dal 6 al 10 febbraio prossimi. A poche ore di distanza dall’annuncio a Viva Rai2 della presenza di Russell Crowe nella serata del giovedì, Amadeus ha comunicato i nomi di altri due artisti: Eros Ramazzotti e Gigliola Cinquetti. L’annuncio è arrivato nel corso degli ascolti in anteprima delle 30 canzoni in gara, avvenuto ieri mattina tra Roma e Milano.
Il direttore artistico vuole celebrare gli anniversari di tre canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana. Mercoledì 7 febbraio il Festival omaggerà i 30 anni dalla prima esecuzione di E Poi, brano della già annunciata ospite Giorgia, che quest’anno vedremo nelle inedite vesti di co-conduttrici. Giovedì 8 febbraio, invece, Amadeus festeggerà i 40 anni di Terra Promessa, con cui Eros Ramazzotti vinse la sezione Nuove Proposte a Sanremo 1984. Infine sabato 10 febbraio, nel corso della serata Finale di Sanremo 2024, Gigliola Cinquetti salirà sul palco dell’Ariston per i 60 anni di Non ho l’età, brano grazie al quale vinse Sanremo 1964 e l’Eurofestival (oggi Eurovision Song Contest).
Sempre a proposito del festival, in questi giorni ha tenuto banco la discussione intorno agli esclusi della prossima edizione. Tra i potenziali candidati pare ci fosse anche Manuel Agnelli, che però ha prontamente smentito la notizia subito dopo (insieme a Samuele Bersani).
Le prime impressioni sui brani di Sanremo 2024
Quest’anno in gara alla 74esima edizione del Festival ci saranno 30 concorrenti di cui 3 provenienti da Sanremo giovani. Sono noti i titoli delle canzoni, gli autori delle stesse e, dalla giornata di ieri, 15 gennaio, sulle principali testate nazionali sono inoltre apparsi i primi giudizi sull’ascolto. Per stilarli un pool di giornalisti è stato invitato in un teatro di posa della Rai a Milano, dove ha potuto ascoltare le canzoni (naturalmente nella versione da studio) da un potente impianto audio mentre il direttore artistico li intratteneva ballandoli e mimando le chitarre.
A quanto pare dobbiamo aspettarci molta cassa dritta (Cenere ha creato un ingombrante precedente), poche ballate e dell’italo disco (di cui si possono già intuire i protagonisti). Del resto è stato lo stesso direttore artistico a precisarlo: a guidarlo nella selezione degli oltre 400 brani presentati non ci sono state strategie particolari ma “sensazioni” e una sola grande regola: “il tormentone”, ancor meglio se ballabile e “uptempo”.
I pezzi con i temi sociali e le ballad, almeno quelle classiche, in passato passepartout per salire sul palco dell’Ariston sono in netta minoranza, anche se su quest’ultime troviamo prevedibilmente Diodato, Alessandra Amoroso (Fino a qui, con citazione di Vasco…) e Renga e Nek (Pazzo di te), pur quest’ultimi con prestiti dalla cosiddetta contemporaneità (pensiamo ai Coldplay). Quest’anno Ultimo non è in gara ma la sua xerox ballad è un po’ la intro pianistica di molti.
Sulle copiose casse più o meno dritte c’è la figlia d’arte Angelina Mango, da più parti data – già sulla carta – per favorita con La noia. La sua “cumbia della noia”, con testi e produzione firmati da Madame e Dardust, pare una versione nostrana (e dunque neomelodica) di Rosalìa. Prevedibilmente Dargen D’Amico con una Dove si balla al doppio della velocità e dal retrogusto sociale (Onda Alta fa rima con migranti) ma anche Geolier in scia Lazza cenerino (I p’ me, tu p’ t). Come pure l’80s dance tutta ritornello di Annalisa sulla falsariga delle hit del 2023 (Sinceramente), Big Mama (La rabbia non ti basta – che parla di bullismo e body positivity), l’epica malinco-dance di Clara (Diamanti grezzi) e Rose Villain (Click Boom), Il Tre (Fragili), Emma Marrone in un’inedita versione elettro-british (Apnea), l’EDM al gusto 80s di Fred De Palma (Il cielo non ci vuole) e pure l’ora duo Ricchi e Poveri già in versione Eurovision e dunque ultra kitsch con tanto di autocitazione (Un ragazzo una ragazza attacca con la stofa “che confusione”). Neppure Fiorella Mannoia, che porta un pezzo sull’empowerment femminile (Mariposa) rinuncia al ritmo in levare e ai sapori caraibici di tante produzioni latine.
Se il rap è sempre più melodia che barre, il rock è appannaggio della sola Loredana Berté (con un riff che a quanto pare ricorda Spirit in the sky dei Doctor & The Medics). Anche se nella categoria potremmo farci rientrare – come prevedibile – La Sad, che fanno il revival del revival del pop punk dei Blink 182 ammiccando all’emo trap con la penna di Zanotti nel taschino, ma anche i Negramaro in versione power ballad (la cui controparte pop potrebbe essere Capolavoro de Il Volo). O Alfa, anche se l’abito (una chitarra) non fa certo il monaco (un folk pop corale e paraculo à la Of Monsters and Men). Stesso discorso che vale per Gazzelle che si gioca il pezzo lento re-immaginando i suoi eroi di sempre, gli Oasis, con un testo à la Cremonini (Tutto qui).
Se c’è una regola non scritta nelle molteplici versioni di Sanremo che si sono avvicendate in questi anni è che quando di ballad parliamo l’enfasi non manca mai. È il caso di Sangiovanni (Finiscimi) e del nuovo giardino d’infanzia targato Mr. Rain di Due altalene che in comune con il ritrovato Mahmood urban di Tuta gold ha gli inserti elettronici, i break, gli archi sotto formalina, l’autotune e il cantato un po’ rappato (vedi anche Ghali con Casa Mia).
Enfasi fa quasi sempre rima con crescendo. Funziona in tutte le salse – meglio se in 4/4 a Sanremo 2024 – e se ne fa un uso piuttosto massiccio, anche con l’orchestra in full display come nel caso della quota Grignani del festival, Irama (Tu no). Anche se c’è chi, vedi i Santi Francesi de L’amore in bocca, ne sa fare un ricorso moderato. Sulla carta, classicisti a parte, i più sobri sembrano loro.
Pronostici? Sono tutti concordi nel dire che è quanto mai difficile stilarli. Neanche i Kolors che tentano con Un ragazzo una ragazza di replicare i ritmi (disco) e i fasti di Italo Disco hanno destato particolari apprezzamenti. Tirando le somme, nessuna canzone spicca, molte si assomigliano, altre ancora sembrano versioni AI di brani già ascoltati negli anni scorsi.