Fiorella Mannoia e Francesco Gabbani, coppia insolita quanto affiatata. I due scelgono di omaggiarsi a vicenda con i brani con cui parteciparono a Sanremo nel 2017: Che sia benedetta, che regalò a Mannoia il secondo posto, e Occidentali’s Karma, che si aggiudicò la vittoria e il palco dell’Eurovision Song Contest a Kiev. Da una parte un pezzo, scritto da Amara e Salvatore Mine, dall’architettura tipicamente sanremese e, dall’altra, la canzone che segnò la prima rivoluzione sanremese. Il momento in cui, insomma, all’Ariston iniziò a cambiare tutto (e no, Amadeus non c’entra niente).
Con Occidentali’s Karma, Gabbani fa il verso all’intellettualismo saccente da social network. Il titolo rappresenta una provocazione al modo di vivere di noi occidentali, sempre presi da piccole e insensate vanità e da un progresso sterile e solipsistico (“piovono gocce di Chanel/ su corpi asettici/ mettiti in salvo dall’odore dei tuoi simili” e ancora “la folla grida un mantra/ l’evoluzione inciampa/ la scimmia nuda balla”). Il balletto con la scimmia, celebre in tutta Europa, richiama Battiato, che sembrerebbe proprio essere tra le preferenze artistiche del cantautore toscano. Data per favorita all’Eurovision, Occidentali’s Karma subì le conseguenze di un tweet scherzoso della BBC e si piazzò al sesto posto. Ciò nonostante, il clip della canzone divenne il video italiano più visto su Vevo e macinò numeri incredibili su YouTube.
Fiorella Mannoia sembra aver capito il valore di questo pezzo pop già entrato nella storia di Sanremo e si diverte nell’interpretarlo, balla, si toglie la giacca e sceglie di vestire panni lontani dai suoi, con l’entusiasmo e l’umiltà che solo una grande interprete della musica italiana avrebbe potuto portare su quel palco.