Steven Wilson
Steven Wilson al Teatro Obihall di Firenze, foto di Patrizio Buralli (27 aprile 2016)

Pink Floyd at Pompeii torna al cinema. Steven Wilson: «È come guardare un sogno»

Dal 24 al 30 aprile il film cult diretto da Adrian Maben sarà proiettato nelle sale italiane in 4K e Dolby Atmos. Il remix audio è firmato da Steven Wilson, che racconta la sua ossessione per quella performance iconica.

Sta per tornare sul grande schermo uno dei documenti audiovisivi più noti della storia del rock: Pink Floyd at Pompeii, nella nuova versione MCMLXXII restaurata in 4K con audio Dolby Atmos. Lo storico film-concerto diretto da Adrian Maben e girato tra le rovine dell’anfiteatro romano nell’ottobre del 1971 mostra i Pink Floyd in una performance senza pubblico, a metà tra esibizione live e sperimentazione visiva, diventata negli anni un’opera di culto.

Nick Mason l’ha definito «un documento raro e unico della band che si esibisce dal vivo nel periodo precedente a The Dark Side Of The Moon». La nuova edizione del film – restaurata fotogramma per fotogramma a partire dalla pellicola 35mm originale – sarà distribuita nei cinema italiani in esclusiva da Nexo Studios dal 24 al 30 aprile (biglietti disponibili su pinkfloyd.film) e includerà per la prima volta il montaggio integrale da 90 minuti, combinando i 60 minuti della performance originale con segmenti filmati agli Abbey Road Studios poco dopo.

La direttrice del restauro Lana Topham ha dichiarato: «Dal 1994 ho cercato le sfuggenti riprese originali di Pink Floyd at Pompeii, quindi il recente ritrovamento del negativo originale è stato un momento molto speciale».

Il remix audio è stato curato da Steven Wilson, tra i più stimati produttori in ambito progressive e grande appassionato della band. Intervistato da Mojo, ha raccontato:

I Pink Floyd sono sempre stati la mia band preferita. Mio padre mi aveva praticamente fatto il lavaggio del cervello con The Dark Side of the Moon, ma non conoscevo quell’altro lato del gruppo – quello psichedelico, improvvisativo – prima di vedere Pink Floyd at Pompeii. Avevo 12 o 13 anni, lo proiettavano all’Odeon di Chesham in abbinamento con Born To Boogie di T. Rex, che è poi diventato un altro dei miei amori di lunga data. Vedere i Floyd suonare quella musica, in quel luogo incredibile, con quell’aria da intellettuali distaccati, mi ha lasciato un’impressione profondissima.

Dopo quel primo impatto, il legame con la pellicola è diventato sempre più personale e duraturo:

L’ho poi comprato in VHS e DVD, l’ho rivisto molte volte. Ne ho sempre avuto una copia sullo scaffale. Lavorare al remix della colonna sonora è stato davvero un sogno che si avvera. La registrazione è molto basilare: quattro tracce mono – batteria, chitarre, basso e tastiere – e poi la voce. Alcuni overdub furono aggiunti in studio a Parigi, ma per l’85% si tratta di una registrazione cruda, strumentale. E bisogna considerare che stavano suonando all’aperto: non c’era molta ambientazione sonora. Il mio lavoro è stato quello di farla respirare senza snaturarla.

A corredo dell’evento cinematografico, il 2 maggio verrà pubblicato anche l’album live completo, in CD, vinile, digitale e formato Dolby Atmos via Sony Music. La scaletta comprende, oltre a One Of These Days, anche Echoes, Careful With That Axe, Eugene, A Saucerful Of Secrets, Set The Controls For The Heart Of The Sun, Mademoiselle Nobs e alcune versioni alternative e inedite dei brani.

In occasione dell’uscita, oltre sessanta negozi di dischi italiani ospiteranno eventi speciali: le Opening Night del 1° maggio e il Pink Floyd Day del 2 maggio, celebrando l’eredità sonora e visiva del gruppo.

Su SA potete recuperare l’approfondimento dedicato al gruppo e l’articolo Astronomy dominos at Pompeii: i Pink Floyd e David Gilmour alle falde del Vesuvio, entrambi curati da Andrea Soncini.

Tracklist

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