Tra i pochi – con dalla loro una certa “ricaduta” mediatica – a criticare i Måneskin non c’è soltanto il pacato Linus («Non hanno un brano all’altezza della popolarità»), o lo scorso anno il magazine digitale Stereogum, ma anche uno che non la manda mai a dire, ovvero Pierpaolo Capovilla. L’ultima volta che lo abbiamo letto criticare un musicista è stato in occasione di X Factor 2021, edizione in cui, ascoltando Erio, aveva sbottato con un «È tutto finto». La nuova invettiva non è differente e nasce in risposta al fastidio provato come conseguenza di un altro fatto mediatico, nella fattispecie una dichiarazione riportata dalla stampa sul concerto tenuto dal quartetto romano al Circo Massimo di Roma.
Il frontman del disciolto Teatro degli Orrori, e ora a capo dei Cattivi Maestri, professa da sempre l’amore per un altro rock, poco appetibile per il mainstream, vicino al noise e all’hardcore americano, una frangia indipendente che in quanto a critiche, provocazioni e invettive contro l’establishment non ha certo fatto sconti a nessuno dagli anni ’80 ad oggi.
«Fuck You Maneskin», commenta su Facebook Capovilla, condividendo un classico dei Dead Kennedys (a proposito, c’è una ristampa in uscita), secondo di un’infilata di post partita con un commento allegato a un video di Repubblica dal titolo appunto “Fuck Putin!”, il grido di Damiano dal palco del Circo Massimo.
Che pena che fa questo gruppo di giovani stupidi. Conformisti, intrappolati nel successo, purissima plastica, perfetti rappresentanti di una generazione di imbecilli, incapaci persino di comprendere le circostanze storiche che hanno portato alla guerra in Ucraina. Tanto, se sei rock, puoi essere superficiale, accontentarti degli slogan, e soprattutto non dare fastidio al Dipartimento di Stato USA. Poverini, non hanno capito niente del mondo, ma tanto, siamo rock, giusto?, basta usare la parola “fuck” e tutto il resto passa in secondo piano. L’ignoranza, la falsa coscienza, l’ideologia americana, la spazzatura al posto del cibo.
Pierpaolo Capovilla
Al netto delle critiche ai Måneskin, quel che il rocker sta cercando di dire tra le righe non è molto diverso da quanto ha affermato Roger Waters nei mesi scorsi. Per l’ex Pink Floyd le politiche estere degli USA come dell’ex URSS stanno sullo stesso piano, ovvero si tratta di ideologie per le quali sono potere ed egemonia a governare le azioni.
L’ultimo lavoro solista del cantautore classe ’68, Obtorto Collo, è uscito nel 2014 ed è stato recensito da Stefano Solventi, mentre nel 2018 è uscito su Tempesta International You Don’t Exist degli One Dimensional Man, di cui si è occupato Fabrizio Zampighi.
