Pete Townshend degli Who parla (male) dei suoi ex (e defunti) compagni di band John Entwistle e Keith Moon (ma poi si scusa)

Pete Townshend (The Who), che eleganza. E soprattutto: che sensibilità!

Non sono proprio il massimo dell’eleganza e della sensibilità le ultime dichiarazioni di Pete Townshend, chitarrista e fondatore degli Who, sui suoi ex compagni di band, entrambi deceduti, John Entwistle e Keith Moon.

In un’intervista rilasciata a Rolling Stone, il leader della storica formazione britannica che il 6 dicembre prossimo pubblicherà l’omonimo e dodicesimo album in studio (tredici anni dopo l’uscita del precedente Endless Wire), ha parlato in termini poco lusinghieri dei suoi due ex sodali, mostrando un piglio tutt’altro che nostalgico nei loro confronti. «Dicendolo, non farò felici i fan degli Who, ma grazie a Dio se ne sono andati», ha affermato Townshend riguardo ai due colleghi.

Incalzato dall’intervistatore sul motivo di tanta acredine, l’artista ha spiegato: «Perché era fottutamente difficile suonarci insieme, infatti non sono mai riusciti a crearsi delle loro band. Fu la mia disciplina, la mia efficienza come musicista a tenere insieme gli Who». Ed è proprio sulle qualità musicali dei due che Townsend è stato più sferzante: «Il basso di John suonava come un organo di Messiaen (il riferimento è al compianto compositore Olivier Messiaen, premio Wolf per le arti nel 1982, ndSA). Ogni nota, ogni armonia. Quando morì e io feci i primi show senza di lui, con Pino Palladino al basso, tutta quella roba non c’era più, al che dissi “Wow, ho ancora un lavoro”». Non meno duro, il commento su Moon: «Con Keith, il mio lavoro consisteva nel tenere il tempo, perché lui non lo faceva. Così, quando morì fu come “Oh, finalmente non devo più tenere il tempo”».

Ricordiamo che John Entwistle morì nel 2002, all’età di 58 anni, per arresto cardiaco in seguito a un’overdose di cocaina; Keith Moon, invece, morì nel 1978, a 32 anni, a causa dell’assunzione eccessiva di pasticche di clometiazolo prescritte nella sua terapia contro la tossicodipendenza. Entrambi sono considerati universalmente tra i più grandi musicisti di sempre in riferimento ai rispettivi strumenti.

Tornando agli Who – la cui formazione originale è attualmente rappresentata dai soli Townshend e Roger Daltrey – e al loro imminente nuovo lavoro, lo stesso cantante si è sbilanciato sostenendo che si tratterebbe del loro «miglior album dai tempi di Quadrophenia».

UPDATE del 27/11/2019 ore 19.30

Pete Townshend si è scusato per la frase «grazie a Dio se ne sono andati». Lo scrive BrooklynVegan, che riporta la correzione di tiro del chitarrista, il quale ha affermato: «Nessuno può capire quanto mi manchino John e Keith, come persone, come amici e come musicisti. La chimica che condividevamo in studio mancherà nel nuovo album, ed è sbagliato cercare di ricrearla ogni volta, anche se credo che saremo sempre tentati dal farlo. Sono arrabbiato con loro per il fatto di essere morti, e a volte questo sentimento si manifesta. É egoista, ma è come mi sento». Poi il musicista ha anche aggiunto: «Ho solo provato a essere ironico, nel mio classico stile inglese, dando a intendere che fossi contento del fatto che non ci sono più».

Tracklist
  • 1 All This Music Must Fade
  • 2 Ball And Chain
  • 3 I Don’t Wanna Get Wise
  • 4 Detour
  • 5 Hero Ground Zero
  • 6 Street Song
  • 7 I’ll Be Back
  • 8 Break The News
  • 9 Rockin’ In Rage
  • 10 She Rocked My World
The Who
The Who

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