Paul Di’Anno, la voce originale dei primi due album degli Iron Maiden, è scomparso il 21 ottobre all’età di 66 anni. Celebre per il suo ruolo nell’affermazione della band, il cantante ha continuato a esibirsi fino a poco tempo fa, nonostante i problemi di salute che lo avevano costretto su una sedia a rotelle. Nell’ultimo biennio all’attivo per lui si contano oltre 100 spettacoli e a settembre è uscito l’album retrospettivo The Book of the Beast.
La sua storia, in particolare quella di quest’ultimo periodo, segnato da lotte personali e professionali, dolore e redenzione, sarà oggetto di un documentario già in lavorazione da tempo. A dirigerlo è Wes Orshoski, già regista di Lemmy e The Damned: Don’t You Wish That We Were Dead che lo ha ricordato sui social in queste ore.
Come molti sanno, ho lavorato a un documentario su Paul negli ultimi anni, mentre lui lottava per rimettersi in piedi, letteralmente, emotivamente e professionalmente. Molto triste che tutto sia finito così. Sono davvero grato per le esperienze e le opportunità che ho avuto grazie a Paul. Ho imparato molto da lui. Il film uscirà l’anno prossimo, presto vi darò maggiori dettagli. Speriamo possa debuttare ai festival cinematografici all’inizio del 2025. Sono molto entusiasta che i fan dei Maiden lo vedano. Quando verrà pubblicato, capirete quanto sia stata dura la sua vita nell’ultimo decennio e quanto abbia lottato per cambiarla
Wes Orshoski
In un’intervista dello scorso agosto con KNAC.COM, Paul Di’Anno aveva parlato del progetto, elogiando Orshoski e confermando che il film coprirà tutta la sua vita: “Wes è un amico e si vedrà tutto: determinazione disperazione e tante emozioni. Voleva persino filmare l’operazione cazzo. Glielo hanno negato”.