Ozzy Osbourne sta promuovendo il suo nuovo album Patient Number 9 in uscita a settembre, a due anni di distanza dalla precedente prova Ordinary Man. Un disco che si è avvalso di numerose collaborazioni che già hanno fatto parlare di sé. Uno degli ospiti, Eric Clapton, aveva espresso perplessità sull’uso della parola “Gesù” nel testo della canzone in cui suona la chitarra. Il verso che ascolteremo è «One of those days that I don’t believe in Jesus»: capirai…
L’aneddoto più succoso di questi giorni arriva da un’intervista concessa a Classic Rock in cui l’Iron Man racconta del caotico periodo che ha portato alla realizzazione di Vol.4 dei Black Sabbath.
Abitavamo assieme in una casa a Los Angeles, suonavamo in mezzo a un mare di droga e abbiamo fatto un disco, semplice no? Quelli erano bei tempi. Tempi in cui in America erano soliti metterti dell’acido nei drink a tua insaputa. A me non fregava nulla. Ingoiavo un sacco di pastiglie in quei giorni e decisi di smettere una volta tornato nel Regno Unito. Ho preso 10 pillole di acido e sono andato a farmi un giro in un campo. Son finito a parlare con questo cavallo per un’ora. Alla fine lui si è girato dall’altra parte e mi ha detto di andare affanculo. E l’ho chiusa lì.
Ozzy Osbourne
Il frontman, che da alcuni anni è sobrio in tutti i sensi (non beve, non fuma, non fa uso di droghe), ha superato quest’anno con successo un’operazione chirurgica che aveva lo scopo di rimediare ad alcuni precedenti interventi alle vertebre del collo. Le sue migliorate condizioni fisiche gli hanno permesso di tornare ad esibirsi dal vivo questo mese in occasione dei Commonwealth Games svoltisi nella sua città natale, Birmingham. Ha cantato Paranoid accompagnato da Tony Iommi, anche lui ospite di Patient Number 9.
Nonostante i problemi di salute e una diagnosi di Parkinson nel 2020, Osbourne è in piena attività; chissà che il 2023 sia l’anno buono per la ripresa del No More Tours 2, la cui data italiana è prevista per il 12 maggio.
Su SA trovate i dettagli e gli ascolti finora disponibili su Patient Number 9 e la recensione del precedente lavoro, Ordinary Man.
