Noel Gallagher racconta alla stampa italiana il nuovo album con il nome del progetto High Flying Birds. Il titolo è Council Skies ed è stato anticipato dai singoli Pretty Boy, Easy Now, Dead to the World e dalla title track. Parlando del disco in uscita il 2 giugno 2023, il songwriter afferma che si tratterà del primo nella discografia post-Oasis da considerarsi come il frutto del lavoro di una band: “Finora con gli High Flying Birds è stato un progetto solista. Questo è il primo album in cui il gruppo è stato coinvolto in studio. È l’avvio di un nuovo ciclo”.
Rispetto al precedente Who Built the Moon?, da lui descritto all’epoca come “cosmic pop”, Noel promette un ritorno al classico suono Oasis: “Quel disco [Who Built the Moon?] non era suonato in studio con i musicisti, era nato come un collage. Queste canzoni nascono dalla chitarra acustica. Vorrei portarle in tour anche se dovrò sceglierne solo alcune perché non possono mancare i brani del passato e non voglio certo diventare come Springsteen che suona per quattro ore di fila”.
Grande ospite nell’album, come già nel 2015 nel brano Ballad of the Mighty I, lo storico chitarrista degli Smiths, Johnny Marr (“Chi non ha bisogno di avere Johnny su un disco? Ho il suo numero e gli ho detto che avrei continuato a chiamarlo se non mi avesse risposto. In studio è sempre entusiasta ma non cerca mai di dominare. Rispetta i brani su cui interviene”).
Inevitabile la domanda sulla reunion degli Oasis con il fratello coltello Liam. Le speculazioni di questi mesi puntano tutte al trentennale di Definitely Maybe, il debut uscito nel 1994. Ma lui è più interessato alle registrazioni perdute di quelle session (“Negli archivi della Sony abbiamo ritrovato dei nastri che risalgono a quelle session. Pensavamo che fossero andati persi, ma erano soltanto stati etichettati in modo sbagliato. Sono sorprendenti. Ci sono delle versioni splendide di quei brani, alcune in acustico. Però non ci sarà un tour, non torneremo per suonarle insieme”).
E a chi insiste sull’argomento c’è l’iperbole del caso: “Ci riuniremo per un grande tour. E faremo anche Morning Glory. E anche i Beatles si riuniranno e John Lennon tornerà dall’aldilà”.
Nel giro di interviste concesse alla stampa, in particolare sulle pagine del Corriere e Vanity Fair, c’è spazio anche per la domandona sui Måneskin. “Sono quelli col tipo che si faceva in diretta, vero?”, commenta Noel evidentemente non ben informato su uno scandalo montato ad arte dai media all’indomani dell’Eurovision 2021 e altrettanto velocemente smentito.
C’è stato persino un test antidroga a smentire quello che all’epoca era divento un inevitabile meme. Del resto, il songwriter ammette candidamente che “non ricorda bene che musica facciano, in realtà” ma che quella sera vedendoli in TV al contest canoro ha esclamato “Wow, sono belli”.
Nel frattempo, per ciò che concerne gli Oasis, in questi giorni non si fa che parlare di un loro album immaginario creato con l’aiuto di una I.A., lavoro sul quale Liam si è espresso in termini entusiastici.
Su SA trovate il dettaglio sul nuovo album di Noel Gallagher, Council Skies, e alcuni approfondimenti dedicati alla discografia degli Oasis, a partire dalle recensioni classic di (What’s The Story) Morning Glory e Be Here Now. Sulle nostre pagine potete inoltre rileggere / riguardare Wonderwall, brano protagonista di una videoclip story. Ricordiamo anche che nel 2016 è uscito Supersonic, biopic che ripercorre i momenti salienti della storia del gruppo (recensione di Davide Cantire).
