Nel mezzo di polemiche, accuse di antisemitismo (che portano alla cancellazione di concerti del tour) e una paventata azione legale contro David Gilmour (per il quale comunque Waters ha spezzato una lancia), Roger Waters sta ultimando la sua versione di The Dark Side of the Moon, che proprio ieri ha compiuto 50 anni.
Non a caso, proprio in quella giornata è stato condiviso un primo breve assaggio di una delle sue canzoni, Us And Them. La filosofia dietro al progetto, e lo ammette lo stesso songwriter, è quella che ha portato al riarrangiamento di alcuni brani di repertorio durante il lockdown. Brani che sono stati in seguito inclusi nell’EP Lockdown Session, nella cui scaletta spiccava la nuova, distopica, versione (senza assolo chi chitarra) di Comfortably Numb. Canzone peraltro scelta per aprire i concerti dell’attuale US+Them tour.
Proprio come quelle canzoni, anche Us And Them è stripped down, ovvero pacata, essenziale, composta dai soli elementi strutturali.
Quando abbiamo registrato alcune versioni essenziali di brani di repertorio per le Lockdown Sessions si profilava all’orizzonte il cinquantesimo anniversario di Dark Side of The Moon. Da lì l’idea che avrebbe potuto essere un ottimo candidato a una rielaborazione di quel tipo sia per rendere omaggio all’originale sia per diffonderne nuovamente il messaggio politico ed emotivo. Ne ho discusso con Gus e Sean e quando abbiamo smesso di sghignazzare e di urlarci addosso “sei impazzito”, abbiamo pensato che fosse una buona idea.
Roger Waters
Dichiarazioni più concilianti
Al contrario delle rivendicazioni fatte al Telegraph con le quali apprendevamo della nuova versione dell’album simbolo dei Pink Floyd («fanculo a tutta questa cosa del ‘noi’»), Roger Waters nel nuovo post parla al plurale e include tutti gli ex compagni («È un modo per rendere omaggio a una registrazione di cui Nick, Rick, Dave ed io abbiamo diritto d’essere fieri»), facendo capire che questa versione «non vuole sostituire l’originale» ma è più che altro un modo per il 79enne autore dei suoi testi «di guardare negli occhi il ventinovenne di allora e dirgli – citando una poesia scritta al padre – “abbiamo fatto del nostro meglio, non abbiamo tradito la sua fiducia, nostro padre sarebbe orgoglioso di noi”».
Quest’anno avremo l’occasione di ascoltare dal vivo, anche dalle nostre parti, le nuove versioni di The Dark Side of the Moon e di altri classici floydiani. Le date italiane del «primo degli ultimi tour» di Waters sono quattro, due a Milano e due a Bologna.
Su SA trovate la recensione sia del sopracitato lavoro, sia di tutti i principali della band, tra cui Animals, Final Cut, Piper At The Gate Of Dawn e altri.