Neil Young ha annunciato sul suo sito ufficiale che presto la sua musica non sarà più disponibile su Amazon, estendendo il boicottaggio anche alla catena di supermercati Whole Foods e a Meta, controllata di Mark Zuckerberg. Il cantautore invita i fan a sostenere le attività locali con il motto «buy local, buy direct», sottolineando la necessità di contrastare il predominio delle multinazionali.
«Jeff Bezos appoggia questo governo», scrive Young, riferendosi al sostegno dell’ex CEO di Amazon all’amministrazione Trump. «Non sta dalla vostra parte o dalla mia. Il momento è arrivato. Scordatevi Amazon. Presto non troverete più la mia musica lì. È facile comprare dagli esercizi locali. Aiutate la vostra comunità. Andate in un negozio di zona. Non tornate dalle multinazionali che hanno svenduto l’America».
Il cantautore canadese non è nuovo a iniziative simili: di recente ha interrotto ogni attività legata al proprio profilo Facebook in risposta a un’inchiesta Reuters che ha rivelato contenuti controversi nelle linee guida interne della compagnia. Nel 2022, inoltre, aveva rimosso temporaneamente il proprio catalogo da Spotify per protestare contro la disinformazione sul Covid legata al podcast The Joe Rogan Experience.
Per Young si tratta di richiamare i cittadini a una responsabilità collettiva: «Dobbiamo tutti rinunciare a qualcosa per salvare l’America dall’epoca del controllo delle multinazionali che sta arrivando. Riprendiamoci tutti assieme l’America, smettete di comprare dai colossi, appoggiate le attività locali».
Quest’anno l’autore di Harvest Moon è stato impegnato sia discograficamente sia dal vivo con una nuova band, i Chrome Hearts. Anche qui l’impegno si è fatto sentire: lo scorso 27 agosto, a Chicago, nell’ambito del Love Earth World Tour, ha presentato l’inedito Big Crime in protesta contro il dispiegamento della Guardia Nazionale e degli agenti dell’ICE a Washington D.C., deciso dal presidente Donald Trump per, a suo dire, rafforzare il controllo sulla criminalità locale.