Tutta colpa del rock è un film diretto da Andrea Jublin che vede protagonisti Lillo e Elio, affiancati da Maurizio Lastrico e da Naska, al suo debutto cinematografico. Proprio il rapper di Loreto è protagonista del brano simbolo della pellicola, Nato nel posto sbagliato, un pezzo co-scritto da diversi autori, tra cui Motta, che è anche supervisore delle musiche e autore della colonna sonora.
Per la firma dietro La Fine dei Vent’anni, già attivo nel mondo del cinema con titoli come La terra dei figli (2021), The Cage – Nella gabbia e Non riattaccare (entrambi del 2024), questa collaborazione rappresenta un incontro con protagonisti trasversali del mondo hip hop, come Danno e Cor Veleno, evidenziato dal taglio crossover del singolo.
Il film
Tutta colpa del rock, nelle sale dal 28 agosto, racconta la storia di Bruno (Lillo), ex chitarrista rock, pieno di difetti e problemi, finito in prigione dopo una lunga serie di scelte sbagliate. Qui trova però una grande opportunità: creare una band con altri detenuti per vincere un contest musicale, il Roma Rock Contest, e realizzare il sogno della figlia Tina: portarla in America per un leggendario “Rock Tour”.
La band è composta da Roberto (Maurizio Lastrico), coinquilino di cella; un Professore schivo e silenzioso, interpretato da Elio; Eva (Agnese Claisse), batterista dal carattere fumantino; Osso (Massimo Cagnina), un gigante dal cuore fragile; e K-Bone, ovvero Naska, ex trapper con la passione per la poesia.
Prodotto da Mattia Guerra, Be Water Film e PiperFilm, in collaborazione con Netflix, il film è definito “un omaggio al potere salvifico, travolgente e identitario della musica, che tra momenti comici, scontri e legami inaspettati, diventa occasione di rinascita, amicizia e riscatto”.
Il regista Andrea Jublin spiega: “Non abbiamo cercato né il grottesco, né lo slapstick, né la redenzione facile. Vorremmo che il pubblico amasse questi personaggi perché sbagliano, inciampano, fanno tenerezza. Abbiamo cercato un equilibrio fragile ma necessario: non rinunciare mai al sorriso, anche mentre raccontiamo solitudine, illusione e mancanza di prospettive. Il rock, ancora una volta, è simbolo di evasione e identità”.
La musica
“La musica è ovviamente molto importante: i personaggi la suonano, la cantano, la vivono. Per questo abbiamo scelto veri musicisti, come Elio e Naska, per renderla credibile e viva”, aggiunge il regista. “La colonna sonora, composta da Motta, è rock. Non è la solita musica da commedia, perché il film mescola i generi: fa ridere ma è anche toccante, racconta cose vere ma in modo un po’ folle, è tenero ma a volte anche duro”.