Dopo un rinvio di più di un anno, è finalmente arrivato nelle sale cinematografiche Michael, il biopic dedicato a Michael Jackson diretto da Antoine Fuqua e interpretato dal nipote Jaafar Jackson.
Il film appena uscito ha già scosso la critica internazionale, che punta unanime il dito contro quello che doveva essere un racconto della straordinaria vita del re del pop: dalle difficoltà della famiglia al rapporto con il padre, passando per il talento dei fratelli, la fama e il successo planetario. Qualcosa è però andato storto: a pochi giorni dall’uscita era infatti arrivata la notizia di modifiche sostanziali al programma iniziale.
Le modifiche all’ultimo minuto
Secondo diverse ricostruzioni, una parte significativa della pellicola – in particolare il terzo ed ultimo atto – è stata completamente riscritta. Il film che in origine doveva affrontare anche le accuse di abusi sessuali emerse negli anni ’90, è stato improvvisamente svuotato da qualsiasi riferimento a quella fase.
Alla base della scelta ci sarebbero vincoli legali legati agli accordi siglati negli anni Novanta tra Jackson e la famiglia Chandler, che impedirebbero di citare esplicitamente la vicenda all’interno di una qualsiasi opera – anche cinematografica. Il racconto, dunque, si interrompe bruscamente, lasciando fuori il periodo più controverso della vita dell’artista.
Anche Diana Ross tra le assenze
Tra le sequenze tolte dal montaggio finale ci sarebbero anche quelle dedicate a Diana Ross, interpretata dall’attrice Kat Graham. È stata lei stessa a confermare tramite una storia su Instagram di aver girato alcune scene poi escluse dal film a causa di “considerazioni legali”, non meglio specificate, nelle fasi finali di produzione. “Sfortunatamente, questi momenti non fanno più parte del montaggio finale, anche se il team ha lavorato duramente per mantenere il più possibile della storia“.
La produzione travagliata
La decisione ha inciso in maniera piuttosto evidente sull’impianto del film – e che si intreccia con una produzione poco lineare. Il rinvio di un anno nell’uscita è legato anche a un intervento massiccio sul montaggio e sulle riprese, con circa 15 milioni di dollari in più spesi per rigirare una parte significativa del film.
Nella versione originale della sceneggiatura, il film avrebbe dovuto adottare una linea difensiva, presentando Jackson come vittima di un ricatto. È quanto riportato dal giornalista del New York Times Mark Binelli, che è riuscito ad ottenere accesso a una bozza del copione originale.
Il racconto diventato troppo celebrativo
Il biopic così riadattato sceglie quindi una direzione fortemente celebrative (forse anche troppo, delle recensioni abbiamo parlato qui): ci si concentra sul talento, l’ascesa e il successo globale dell’artista. Senza il peso delle accuse, l’aspetto più problematico della vita del cantante rimane il rapporto con il padre autoritario, Joe Jackson, interpretato dall’attore Colman Domingo.
Tra i produttori del film figura anche il Michael Jackson Estate, istituito nel 2009 e impegnato nella gestione e nella valorizzazione dell’eredità artistica del cantante: l’ente ha sostenuto negli ultimi anni vari progetti celebrativi, dal documentario This Is It, al musical MJ The Musical, contribuendo a consolidare l’immagine della popstar.
D’altra parte, lo stesso ente ha anche ostacolato sul piano legale le iniziative ritenute dannose per la reputazione di Jackson, come nel caso del docufilm Leaving Neverland di Dan Reed, che aveva riacceso il dibattito sulla questione abusi tramite le testimonianze di Wade Robson e James Safechuck.
La risposta a Leaving Neverland
L’idea primordiale di Michael nasce dunque l’anno successivo come risposta a Leaving Neverland: lo scopo era quello di celebrare la carriera dell’artista ridefinendone la narrazione pubblica, presentando Jackson come innocente e vittima di estorsione di denaro da parte dei suoi accusatori.
Resta ora da capire la risposta del pubblico. Le prime stime parlano di oltre 55 milioni di dollari nel weekend d’esordio negli Stati Uniti, con Lionsgate (lo studio che ha prodotto il biopic) che punta a incassi globali attorno ai 700 milioni.
Su queste pagine potete rileggere due classici relativi al periodo Thriller: la recensione dell’album e dell’omonimo videoclip e il dettaglio sui brani che troverete nel film.