Ieri sera Micah P. Hinson si è esibito al Teatro Goldoni di Livorno, in occasione della serata finale del Premio Ciampi, dove ha vinto il premio Speciale per la reinterpretazione in inglese de L’amore è tutto qui di Piero Ciampi.
Come già lo scorso anno, con il manifesto programmatico “Lunga vita agli outsider”, anche in quest’occasione il Premio ha voluto schierarsi dalla parte di chi resiste alla banalità di una società-spettacolo, promuovendo espressività non omologata attraverso creatività, originalità e passione.
Si sente spesso parlare di arte plasmata dalle sofferenze della vita. La frase, a volte usata in modo un po’ banalizzato, è invece perfetta per descrivere le canzoni di Micah P. Hinson, canzoni cariche di un fascino speciale e di un pathos destabilizzante e senza mezze misure, forse perché, come abbiamo detto, la vita non ha avuto mezze misure con lui. Ecco, se Piero Ciampi fosse nato nel cuore degli Stati Uniti avrebbe fatto musica come quella di Micah P.Hinson e per questo siamo felici di premiarlo
Premio Ciampi
Il Premio ha definito il folk esistenzialista e ricco di pathos del songwriter come “il più ciampiano fra i cantautori d’oltreoceano”, parole a cui ha fatto seguito lo stesso Hinson.
C’è qualcosa di strano nei cantautori. Appaiono soli. Sembrano tagliati fuori dal resto della società. Sembrano vivere nell’ombra. Noi tutti ci affacciamo per osservare. Vogliamo vedere. Vogliamo sapere. Sembrano sentire come sentiamo noi. Sembrano capire come capiamo noi. Parlano la nostra lingua. Comprendiamo le loro parole. Ci parlano. Ascoltiamo. Guardiamo nei vuoti che creano, e questi ci affascinano. Sono come noi, ma non sono come noi. Parlano per noi, anche se non ci conoscono. C’è qualcosa di strano in un cantautore
Micah P. Hinson
L’ultimo album di Micah P. Hinson, I Lie to You, è uscito nel 2022, e seguiva a quattro anni di distanza When I Shoot At You With Arrows, I Will Shoot To Destroy You, entrambi recensiti su queste pagine è da Stefano Solventi.
La serata finale del Premio Ciampi Città di Livorno
Sempre durante la serata di ieri, sul palco del Teatro Goldoni sono saliti artisti accomunati dalla capacità di esprimere un’arte lontana dalle convenzioni. Tra questi, il grande ritorno di Nada, che ha reinterpretato i brani di Piero Ciampi e Gianni Marchetti tratti dal suo album Ho scoperto che esisto anch’io del 1973.
Teho Teardo e Blixa Bargeld (Premio Speciale) hanno presentato Christian & Mauro, capitolo conclusivo della loro trilogia iniziata con Still Smiling (2013) e Nerissimo (2016), caratterizzato da un intreccio unico di linguaggi e arrangiamenti sorprendenti.
I Massimo Volume, simbolo della rinascita del rock italiano negli anni ’90, hanno ricevuto il Premio alla carriera per il loro sound incisivo e privo di compromessi.
Daniela Pes (Premio Speciale) ha incantato con la sua ricerca sonora, tra elettronica oscura e una lingua inventata, dimostrando di essere una delle voci più innovative della scena italiana.
A completare il quadro, Nathalia Sales e Pino Pavone hanno omaggiato la canzone d’autore: la cantante italo-brasiliana ha unito bossa nova e brani di Luigi Tenco, mentre Pavone, storico collaboratore di Ciampi, ha sorpreso con un nuovo arrangiamento di uno dei suoi classici.