Massive Attack
Massive Attack live al Parco della Musica di Milano, foto di Andrea Leone (2025)

Massive Attack. Nuova musica nel 2026, ma non su Spotify

La band annuncia una serie di brani in uscita il prossimo anno, pubblicati su una nuova etichetta e disponibili in formato fisico e digitale. Escluse le piattaforme di streaming, in continuità con le proteste contro Spotify

I Massive Attack hanno annunciato su Instagram che nel 2026 pubblicheranno “una serie di brani” realizzati negli ultimi anni. Le tracce verranno pubblicate sia in formato digitale, sia in quello fisico tramite una nuova etichetta.

Coerentemente con quanto dichiarato a proposito del proprio catalogo su Spotify, Robert Del Naja e Grant Marshall hanno fatto sapere che le nuove canzoni non saranno caricate sulla piattaforma, mentre quelle esistenti continuano ad essere presenti nonostante la domanda di rimozione. Di recente, la formazione aveva inoltrato domanda in tal senso a Universal in segno di protesta contro gli investimenti del CEO Daniel Ek in una startup europea che sviluppa tecnologia militare impiegata per la difesa del continente. Un tema già emerso nella loro presa di posizione di settembre, ampiamente raccontata su SA. «Il peso economico che da tempo grava sulle spalle degli artisti – scrivevano allora – è ora aggravato da un peso morale ed etico giacché i soldi dei fan e degli sforzi creativi dei musicisti finiscono per finanziare tecnologie letali e distopiche. Ora basta, più che basta. Un altro modo di fare le cose è possibile».

Proprio per questo motivo le nuove tracce verranno pubblicate in autonomia, senza l’intermediazione delle major, garantendo così pieno mandato sul loro destino. Una scelta che ha già reso possibile a band come Deerhoof e King Gizzard & The Lizard Wizard di rimuovere i propri cataloghi da Spotify. Sempre a proposito di distribuzione digitale, a settembre i Massive Attack avevano inoltre chiesto a Universal di rimuovere la propria musica da tutte le piattaforme di streaming accessibili in Israele, aderendo – con Kneecap, Fontaines D.C. e altri 400 artisti – all’iniziativa No Music for Genocide. «Facciamo appello a tutti i musicisti affinché trasformino la loro tristezza, la loro rabbia e i loro contributi artistici in un’azione coerente, ragionevole e vitale per porre fine all’indicibile inferno che, ora dopo ora, viene inflitto ai palestinesi», avevano dichiarato.

 

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Nell’ultimo aggiornamento, il gruppo invita i fan a unirsi al nuovo canale WhatsApp della band, dove arriveranno aggiornamenti ad ampio spettro su live e attività discografica. Il loro lavoro più recente resta il progetto audiovisivo Eutopia (2020), primo materiale inedito dopo i singoli Dear Friend, The Spoils, Come Near Me e l’EP Ritual Spirit del 2016. Per un album vero e proprio bisogna invece tornare al 2010, con Heligoland. La lunga attesa, forse, finirà nel 2026.

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