foto promo dalla pagina Facebook della band

I Massive Attack contro il governo UK: “Cittadini pacifici trattati come terroristi”

La band denuncia gli arresti di massa durante una protesta pro-Palestina, accusando il governo Starmer di criminalizzare cittadini pacifici

I Massive Attack hanno duramente criticato il governo britannico per gli arresti di centinaia di manifestanti durante una protesta organizzata da Defend Our Juries a sostegno di Palestine Action a Londra.

Secondo il Guardian, oltre 500 persone, tra cui pacifisti e persone anziane, sono state fermate mentre sostenevano il movimento impegnato a contrastare il supporto militare occidentale al governo di Israele, recentemente inserito dal governo nell’elenco dei gruppi terroristici ai sensi del Terrorism Act 2000. La proscrizione rende reato l’adesione o il sostegno pubblico al gruppo, con pene fino a 14 anni di carcere.

Dopo le critiche già espresse dai Primal Scream, anche Robert Del Naja dei Massive Attack è intervenuto con un post su Instagram:

Le libertà civili nel Regno Unito sono ostaggio di una crisi artificiale e cinicamente orchestrata. Cittadini pacifici – fra cui anziani fragili, persone non vedenti, poeti, religiosi e persino un colonnello in pensione dell’esercito – sono stati trasformati in ‘terroristi’ dalla volontà di un ex avvocato per i diritti umani diventato autoritario, a capo di un governo irriconoscibile e moralmente vuoto

Del Naja ha denunciato un’operazione di distrazione di massa:

Non si tratta solo di cittadini inginocchiati e circondati da decine di agenti per poi essere caricati nei furgoni cellulari. È il tentativo di distogliere l’attenzione dall’orrore che la popolazione britannica prova di fronte a oltre due anni di atrocità a Gaza – persone bruciate vive in tende, uccise in fila per il cibo o morte di fame – e dalla complicità codarda e arrogante del governo

Il musicista ha puntato il dito anche contro la ministra degli Interni, Yvette Cooper, accusandola di aver trasformato lo “spreco di tempo della polizia” in politica ufficiale, con 521 cittadini pronti a “pagare con la loro libertà per la vergogna di chi hanno eletto”.

Il primo ministro Keir Starmer, dal canto suo, intervistato di recente da NME, ha affermato di accogliere con favore le voci, in particolare dei giovani artisti, che si esprimono sulla situazione in Palestina, pur opponendosi a ogni “incitamento alla violenza”.

Di recente i Massive Attack hanno aderito a un sindacato informale con l’obiettivo di proteggere gli artisti che decidono di esporsi contro l’operato di Israele a Gaza, spesso bersagliati da campagne definite “aggressive e vessatorie” condotte da gruppi come UK Lawyers for Israel (UKLFI). Tra i firmatari anche Dua Lipa, Brian Eno, Kneecap, Primal Scream e Fontaines D.C.

Tra i nomi più noti che in questi giorni hanno espresso solidarietà e chiesto un’azione concreta alle istituzioni figura anche quello di Madonna che si è rivolta direttamente al Papa, mentre tra coloro che sono tornati sulla questione con toni più diretti e accesi troviamo Tom Morello, con una lettera aperta su Instagram, gli U2 con un comunicato sul sito ufficiale, e Damon Albarn, che durante un’intervista con Channel 4 ha parlato apertamente di “genocidio”.

Il 17 settembre, Brian Eno sarà tra i curatori di Together for Palestine, serata di musica e solidarietà con artisti da tutto il mondo. In autunno, i Primal Scream si esibiranno al concerto benefico Gig for Gaza a Londra, insieme a Paul Weller, Inhaler e altri artisti. Anche l’Italia si unisce alla dimostrazione di solidarietà per Gaza, con l’evento S.O.S. PALESTINA!, un concerto promosso da Piero Pelù per raccogliere fondi a favore delle attività di Medici Senza Frontiere in Palestina. Hanno risposto all’appello Afterhours, Bandabardò, Tre Allegri Ragazzi MortiFast Animals and Slow Kids, Ginevra Di Marco e molti altri.

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