No Music for Genocide, la campagna che ha mobilitato centinaia di artisti affinché ritirassero la propria musica dai servizi di streaming in Israele, ha pubblicato stavolta una lettera aperta in cui chiede il boicottaggio dell’Eurovision Song Contest 2026 a seguito della decisione di consentire a Israele di partecipare alla manifestazione.
Pubblicata in collaborazione con la Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele, la lettera è firmata da Brian Eno, Massive Attack, Kneecap, Idles, Sigur Rós, Erika de Casier, Dry Cleaning, Mogwai, Macklemore, Primal Scream, Hot Chip, Smerz, Black Country, New Road e centinaia di altri.
“Per il terzo anno consecutivo”, si legge nella lettera, Israele sarà “celebrato sul palco nonostante il genocidio in corso a Gaza, mentre la Russia rimane bandita per la sua invasione illegale dell’Ucraina”.
I firmatari invitano “le emittenti pubbliche, gli artisti, gli organizzatori delle proiezioni, le troupe e i fan” a boicottare il concorso canoro finché la European Broadcasting Union, che gestisce l’Eurovision, non escluderà l’emittente israeliana KAN. “Ci rifiutiamo di tacere mentre la violenza genocida di Israele fa da colonna sonora e mette a tacere le vite dei palestinesi”, si legge nella lettera. “Quando i bambini nelle prigioni israeliane subiscono percosse per aver canticchiato una melodia. Quando tutto ciò che resta di quasi ogni palcoscenico, studio, libreria e università a Gaza sono cumuli di macerie, sotto i quali i corpi massacrati attendono ancora di essere recuperati e sepolti in modo dignitoso”.
Come sottolinea la lettera, emittenti televisive in Spagna, Irlanda, Islanda, Slovenia e Paesi Bassi si sono già ritirate in segno di protesta contro la partecipazione di Israele. La lettera si conclude in questo modo: “Come artisti, riconosciamo la nostra forza collettiva e il potere del rifiuto. Ci rifiutiamo di tacere. Ci rifiutiamo di essere complici”.