Kneecap
I Kneecap all'uscita dal tribunale di Londra - dalla pagina Facebook della band

Kneecap. Archiviato il procedimento per terrorismo contro Liam Óg Ó hAnnaidh

Il tribunale di Londra ha stabilito che l’accusa era stata formalizzata fuori tempo massimo e senza i necessari consensi

Il procedimento per terrorismo a carico di Liam Óg Ó hAnnaidh, membro del gruppo rap irlandese Kneecap noto con il nome d’arte Mo Chara, è stato archiviato dal tribunale londinese per un vizio procedurale.

Il 27enne era stato accusato di aver esposto una bandiera del movimento Hezbollah e di aver gridato slogan in favore di Hamas e Hezbollah (entrambe inserite nella lista delle organizzazioni terroristiche proscritte dal Regno Unito) durante un concerto al Forum di Kentish Town nel novembre 2024.

L’udienza finale si è tenuta il 26 settembre 2025 presso la Woolwich Crown Court, dopo lo spostamento da Westminster Magistrates.

Il vizio procedurale

La legge prevede che simili procedimenti vengano avviati entro sei mesi dall’episodio contestato e con l’autorizzazione del Direttore della Pubblica Accusa (DPP) e dell’Attorney General. Il giudice capo Paul Goldspring ha dichiarato che l’autorizzazione del DPP era arrivata il 22 maggio 2025, un giorno dopo la presentazione della denuncia e oltre i termini previsti. «Il tribunale non ha giurisdizione a processare l’accusa», ha affermato, definendo il procedimento «nullo e illegale».

Le reazioni

La decisione è stata accolta da applausi in aula. La difesa ha sostenuto che il caso fosse politicamente motivato. All’uscita dal tribunale Óg Ó hAnnaidh ha dichiarato che la vicenda «non riguardava il terrorismo ma Gaza e la libertà di espressione». In un successivo messaggio sui social ha aggiunto: «Come irlandesi conosciamo oppressione, colonialismo, carestia e genocidio. I vostri tentativi di silenziarci sono falliti».

Anche gli altri membri del gruppo hanno commentato positivamente la sentenza. Il manager Daniel Lambert ha celebrato l’esito su X: «Abbiamo vinto. i Kneecap non hanno alcuna condanna in nessun Paese. La polizia politica ha fallito». La premier nordirlandese Michelle O’Neill ha parlato di «tentativo calcolato di silenziare chi denuncia il genocidio a Gaza».

La Procura della Corona (CPS) ha fatto sapere di «stare valutando attentamente la decisione», ricordando che resta la possibilità di ricorso. La Metropolitan Police ha dichiarato che esaminerà con la CPS le implicazioni del verdetto per casi futuri.

Il percorso giudiziario

Quella di Woolwich è stata la terza udienza per Óg Ó hAnnaidh. A giugno e ad agosto il procedimento era stato rinviato per chiarire i termini di prescrizione. A ogni appuntamento si erano radunati numerosi sostenitori, tra cui anche il musicista Paul Weller.

I Kneecap hanno sempre negato di sostenere Hezbollah o Hamas, rivendicando la natura satirica delle loro performance e accusando le autorità di “political policing”. La band sostiene che le accuse siano aumentate dopo le polemiche nate alla loro apparizione al festival di Coachella 2025, quando hanno mostrato sullo schermo la scritta “Fuck Israel” e denunciato un «genocidio del popolo palestinese».

Precedenti e controversie

Non è la prima volta che il gruppo si scontra con le istituzioni britanniche. Nel 2024 i Kneecap avevano ottenuto ragione in tribunale contro il governo, che aveva bloccato all’ultimo momento un finanziamento pubblico da 14.250 sterline. La somma era stata poi devoluta a enti benefici a Belfast.

Nell’estate 2025 hanno suonato a Glastonbury, nonostante un tentativo – rivelatosi infruttuoso – di escluderli dal cartellone. Pochi giorni prima della sentenza, invece, il Canada ha vietato l’ingresso alla band, sostenendo che le loro dichiarazioni «contrarie ai valori canadesi» avessero «amplificato la violenza politica». I Kneecap hanno annunciato azioni legali contro il governo di Ottawa, definendo le accuse «false e diffamatorie».

Contemporaneamente l’Ungheria li ha banditi per tre anni con l’accusa di antisemitismo e apologia del terrorismo, decisione che ha impedito al trio di esibirsi allo Sziget Festival. La band ha definito il provvedimento «oltraggioso» e un tentativo di silenziare le critiche a Israele, mentre gli organizzatori del festival hanno preso le distanze dalla scelta del governo Orbán, giudicandola “deplorevole e senza precedenti”.

L’arte della provocazione

Fondato a Belfast da Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí nel 2017, il trio, che canta in lingua inglese e irlandese, è noto per testi e spettacoli provocatori. Nel 2024 ha pubblicato l’album Fine Art e un film semi-biografico, premiato con un Bafta nel 2025.

La loro popolarità internazionale si accompagna a frequenti accuse di eccessi verbali: in passato la polizia aveva indagato su un video in cui la band incitava alla violenza contro deputati conservatori, salvo poi decidere di non procedere. Per i membri del gruppo, il loro linguaggio resta satirico e politico: «Non è nostro compito spiegare cosa sia uno scherzo e cosa no».

Tracklist
  • 1 3CAG (ft. Radie Peat)
  • 2 Fine Art
  • 3 Interlude: Making Headlines
  • 4 I bhFiacha Linne
  • 5 Interlude: Never Gets A Round
  • 6 I'm Flush
  • 7 Interlude: State Of Ya
  • 8 Better Way To Live (ft. Grian Chatten)
  • 9 Sick In The Head
  • 10 Love Making ft. Nino
  • 11 Interlude: Amhrán Na Scadán
  • 12 Drug Dealin Pagans
  • 13 Interlude: KNEECAP Chaps
  • 14 Harrow Road (ft. Jelani Blackman)
  • 15 Parful
  • 16 Rhino Ket
  • 17 Interlude: Last Orders
  • 18 Way Too Much
  • 19 Glue Man (demo)
Kneecap
Fine Art

Ti potrebbe interessare