Il secondo weekend del Coachella 2025 ha visto l’ennesimo momento di forte impegno politico, con Blonde Redhead e Kneecap che hanno scelto di portare sul palco la causa pro-Palestina. In un atto simbolico di solidarietà, i fratelli Pace e Kazu Makino hanno sventolato la bandiera palestinese e, alla fine del loro set del 19 aprile, trasmesso l’audio di Mahmoud Khalil, attivista palestinese, il cui messaggio ha trovato eco tra il pubblico del festival.
Khalil, nato in un campo profughi in Siria e oggi dottorando alla Columbia University, è noto per il suo attivismo e per il suo coinvolgimento in proteste pro-palestinesi. La sua testimonianza, registrata nel documentario The Encampments, racconta la drammatica storia della sua famiglia costretta a fuggire dal proprio paese a causa delle politiche sioniste.
Nel contesto della sua lotta, Khalil ha recentemente vissuto l’incubo dell’arresto da parte degli agenti dell’ICE, che lo hanno prelevato dal suo appartamento a New York per trasferirlo in un centro detenzione in Louisiana, dove è attualmente senza accuse formali e rischia una possibile deportazione.
Anche i Kneecap, con la loro performance del 18 aprile, non sono rimasti in silenzio di fronte alla tragedia palestinese. Durante il loro set, la band ha proiettato slogan contro Israele e intonato un acceso “Free Palestine”, con il leader Mo Chara a sottolineare le similitudini tra la persecuzione dei palestinesi e la storia di oppressione del popolo irlandese.
Questi atti di solidarietà hanno avuto luogo in un periodo di forte tensione politica, segnato dalle continue violenze in Palestina e dalla crescente opposizione alle politiche del governo israeliano, con l’intervento degli Stati Uniti a sostenere le azioni del governo di Tel Aviv. Il Coachella 2025 si è quindi trasformato in una vetrina non solo musicale, ma anche di impegno civile.