Il gruppo rap nordirlandese Kneecap ha reagito con fermezza alla notizia del loro bando di tre anni dall’Ungheria, decisione che impedisce loro di esibirsi allo Sziget Festival 2025, dove erano attesi da decine di migliaia di fan.
Il governo ungherese, per voce del Segretario di Stato Zoltán Kovács, ha annunciato che il trio «è ufficialmente bandito per antisemitismo e apologia del terrorismo». Kovács ha aggiunto che l’apparizione del gruppo rappresentava «una minaccia alla sicurezza nazionale» e che, se dovessero tentare l’ingresso nel Paese, verrebbero espulsi.
@KneecapCEOL are officially banned from entering Hungary—for antisemitism and glorifying terror. When hate ignores the mail, we put it on a wall.
This is what we call “service by public notice.” In plain English: if you won’t read the letter, you’ll see it on the poster. pic.twitter.com/K2lJ0L2mi1
— Zoltan Kovacs (@zoltanspox) July 24, 2025
I Kneecap, tramite un comunicato sui social, hanno definito la decisione «fottutamente oltraggiosa» e attaccato frontalmente il premier Viktor Orbán, definendolo a capo di un “governo autoritario”.
«All’amato pubblico dello Sziget, eravamo elettrizzati all’idea di vedervi: ci dispiace non poter essere con voi», scrivono. «Il governo di Orbán dice che rappresentiamo una minaccia alla sicurezza nazionale. Ridicolo, da parte di un uomo che ha accolto Netanyahu come un eroe poche settimane fa». E ancora: «Non esiste alcuna base legale per questa decisione. Nessun membro dei Kneecap è mai stato condannato per alcun crimine in nessun Paese. Ci opponiamo a ogni crimine d’odio, e sosteniamo amore e solidarietà».
Il trio ha poi definito il provvedimento un tentativo di distrazione politica: «È evidente che si tratta di un modo per silenziare chi denuncia il genocidio contro il popolo palestinese. Come i cittadini di Budapest che hanno sfidato il divieto del proprio presidente sul Pride, anche noi continueremo a lottare per ciò che è giusto». Il messaggio si è chiuso con parole inequivocabili: «Free Palestine. Tiocfaidh ár lá [il nostro giorno verrà]. Fottiti Viktor Orbán.»
Il commento dello Sziget Festival
Gli organizzatori del Sziget si sono detti in disaccordo con la scelta del governo, che hanno definito “deplorevole e senza precedenti”. Hanno dichiarato che la band aveva assicurato il rispetto delle leggi ungheresi e dei valori del festival, che si definisce «un’isola della libertà» fondata sulla diversità culturale e la libertà d’espressione.
«Condanniamo ogni discorso d’odio, ma garantiamo la libertà artistica di ogni performer – hanno scritto – Temiamo che la decisione possa danneggiare la reputazione non solo del festival, ma dell’Ungheria stessa».
Le controversie
I Kneecap sono da mesi al centro dell’attenzione mediatica, dopo che uno dei membri, Mo Chara, avrebbe gridato “Up Hamas, up Hezbollah” durante un’esibizione, mostrando anche una bandiera del gruppo sciita libanese. Attualmente, Chara è in libertà su cauzione in attesa di comparire in tribunale il 20 agosto.
Il gruppo ha inoltre attirato critiche dopo aver definito le azioni di Israele a Gaza un “genocidio” durante i festival Coachella e Glastonbury. Le accuse di antisemitismo sono state però respinte con forza: «Chi ci attacca vuole zittire le critiche a un massacro. Le accuse di antisemitismo sono strumentalizzate per distrarre e coprire il genocidio». L’esibizione di Glastonbury è stata oggetto di un’indagine da parte della polizia, poi archiviata senza provvedimenti.
Nonostante le smentite, le polemiche hanno portato alla cancellazione della band da TRNSMT, dai festival tedeschi Hurricane e Southside, e dal progetto dell’Eden Project in Cornovaglia.
Un festival sotto riflettori
Il Sziget Festival 2025, in programma dal 6 all’11 agosto, vedrà tra i principali headliner Charli XCX, Chappell Roan, Shawn Mendes, A$AP Rocky, Post Malone e Kid Cudi.
Nel frattempo, anche i Massive Attack hanno annunciato un’alleanza di musicisti a sostegno della Palestina, contro le intimidazioni all’interno dell’industria musicale rivolte a chi prende posizione sul conflitto.