Godflesh, ovvero Ben Green e Justin K Broadrick
Godflesh, ovvero Ben Green e Justin K Broadrick, foto di Kim Sølve (2023)

Justin K. Broadrick annuncia la fine dei live dei Godflesh per motivi di salute

Il musicista continuerà i progetti Jesu e JK Flesh e ha in programma nuovi album

Justin K. Broadrick, leader dei Godflesh e Jesu, ha annunciato un cambiamento importante: a causa di problemi di salute legati a un’ernia inguinale, non potrà più esibirsi dal vivo con i Godflesh. Broadrick ha subito un importante intervento addominale aperto per riparare l’ernia, definito vicino a un’emergenza.

Il musicista spiega: “Se continuo a esibirmi e urlare come faccio con i Godflesh, rischio ulteriori ernie e il cedimento completo della parete addominale”. Per questo motivo, i concerti dal vivo dei Godflesh sono terminati con il giorno dell’intervento.

La parte positiva è che i progetti meno fisicamente impegnativi come Jesu e JK Flesh continueranno. Broadrick sta completando il penultimo album dei Godflesh, Decay, in uscita su Relapse Records tra luglio e agosto, e ha già scritto l’ultimo album in studio, previsto per la fine del 2026. Dopo ciò, saranno pubblicati ancora album dub, live e altre produzioni correlate, ma non ci saranno nuovi live né album in studio dei Godflesh.

Broadrick annuncia inoltre un nuovo progetto solista in arrivo, che esplorerà i confini della musica pesante attraverso chitarre, elettronica e voce, senza ricorrere alle urla. L’ultimo album firmato Godflesh, Purge, è uscito nel 2023. La recensione su queste pagine è di Stefano Pifferi, che ne sottolineava il carattere inconfondibile: un industrial-metal denso e claustrofobico, contaminato da influenze hip-hop, capace ancora oggi, come trent’anni fa, di trasmettere l’estremo e la tensione di una musica che riflette un futuro inquietante e opprimente.

 

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