PIL, John Lydon, foto di Francesca Sara Cauli (2022)

John Lydon sui Sex Pistols, la Regina e “God Save The Queen”

Per il frontman piano umano e piano istituzionale vanno distinti

Lo scorso giugno John Lydon, aveva fatto anticipatamente chiarezza su ciò che pensava della monarchia e dei reali d’Inghilterra. Non solo, aveva dichiarato che l’anarchia fosse una pessima idea e augurato il peggio agli ex Sex Pistols per Pistol, la serie tv di Danny Boyle, a suo dire «una fantasia borghese» e la «svendita della band a Mickey Mouse».

Come è noto, il frontman, da sempre polemico e controcorrente, ha abbracciato le idee politiche di Trump (scagliandosi contro i Dem borghesi delle metropoli…) e perso una causa contro i suoi ex compagni di band proprio per l’utilizzo delle sue musiche nella sopraccitata serie.

Di fatto, qualsiasi decisione – commerciale, di licenza ecc. – sulla storica punk rock band è presa a maggioranza dai suoi membri, ragione per cui Lydon ha dovuto pagare le spese legali del contenzioso e motivo per cui in un recente post il cantante prende pubblicamente le distanze da qualsiasi speculazione sull’iconico brano God Save The Queen. In altre parole, farci dei soldi sopra, ora che è morta la Regina Elisabetta II, è di cattivo gusto.

Piano umano e istituzionale

Lydon non ce l’ha con i reali britannici ma con l’istituzione monarchica in sé, intesa come «qualcosa per la quale i sudditi dovrebbero pagare». Ragion per cui crede sia particolarmente irrispettoso, dal punto di vista umano, che un brano da lui scritto venga ora strumentalizzato in «questo momento difficile per la famiglia».

God Bless The Queen, ne ha sopportate tante… Non ho nessuna acredine nei confronti di nessun membro della famiglia reale. Mai avuta. È l’istituzione della Monarchia che non mi va giù, l’assunto che devo pagare per mantenerla. Qui è dove traccio la mia linea di demarcazione. Della serie: “no, non ti pagherai le vacanze in montagna con i miei soldi”.
John Lydon, giugno 2022

All’indomani della morte della Regina, John Lydon aveva scritto un affettuoso messaggio di cordoglio («Send her victorious»). E a ben vedere nessuno degli altri Pistols ha fatto dichiarazioni particolarmente pungenti o offensive nei confronti della Regina. Caustico Glen Matlock, che ha rivolto la sua attenzione sul Principe Carlo nella speranza che non governi come uno «vecchio rimbambito», mentre Steve Jones ha preferito ribaltare la questione rivolgendo una domanda ai fan: «Come vi sentite».

Su SA trovate, oltre alle recensioni della discografia dei PIL, anche una nostra intervista all’ex Sex Pistols fatta in occasione della pubblicazione di What the World Needs Now… (e dove non è mancata la polemica).

Pubblicato a maggio del 1977, God Save The Queen è il secondo singolo dopo Anarchy In The Uk estratto dal debut dei Sex Pistols Never Mind the Bollocks (recensito su queste pagine da Edoardo Bridda). Il brano, co-firmato da Lydon assieme ai componenti dell’allora formazione, ovvero Paul Cook, Steve Jones e Glen Matlock, doveva chiamarsi in origine No Future. Esprime un caustico punto di vista sulla monarchia e, in generale, su ogni establishment coercitivo.

Tracklist