John Lydon durante Good Morming Britain (2020)

USA2020. Un John Lydon ardentemente working class e pro Trump tuona contro i democratici

L'ex Pistols ribadisce lo strenuo supporto a Trump, l'unico ad occuparsi della working class

Ci risiamo, John Lydon non perde occasione per ribadire il proprio sostegno a Donald Trump. Dopo aver recentemente affermato che avrebbe votato per il candidato repubblicano alle elezioni di midterm, il cittadino americano dal 2003 si è preparato un lungo ed articolato discorso scritto in supporto del fautore dello slogan Make America Great Again.

Il tutto è andato in onda nella puntata di Good Morning Britain dello scorso 30 ottobre, durante la quale, intervistato da Susanna Reid, il cantante ha definito il Tycoon «l’unica speranza per la working class e le minoranze che vivono al di fuori delle metropoli», il solo baluardo contro i «fighetti liberali che abitano nei grossi agglomerati urbani», dichiarandosi inoltre «arcistufo del pensiero intellettuale di sinistra», che parla «in modo stupido» senza capire di che pasta sia realmente fatto il popolo americano.

Prendendo una piega semiseria, incalzato dalla conduttrice sulla politica internazionale di Trump, Lydon ha poi alzato i toni e iniziato a provocare:

Lasciami finire! [I democratici] non fanno niente per queste persone! Niente! Ed è per questo che ora lo supportano così lealmente. Perché è l’unica speranza…
John Lydon

A quel punto, nel pieno di una personale campagna elettorale, l’autore di Anarchy In The UK è andato a ruota libera definendo la politica dei democratici disgustosa e marxista e, nondimeno, accusando Biden di non occuparsi affatto del Balck Lives Matter e degli Antifa.

Ho visto quello che i democratici hanno fatto alla California, per non parlare dell’intera costa occidentale. È assolutamente disgustoso… caotico, dogmatico. Sembra che abbiano alle spalle un programma marxista… …non sono veri lavoratori.
John Lydon

Intervistato il mese scorso dall’Observer, il frontman aveva già ampiamente lodato la politica economica del Presidente, dichiarando di simpatizzare per lui anche per le ingiuste accuse di razzismo che nel tempo gli sono state rivolte. Nel 2008 Lydon era stato accusato da Kele Okereke, frontman dei Bloc Party, di “immotivato attacco razzista” perpetrato ai suoi danni, che gli aveva procurato gravi contusioni e tagli al viso. I dettagli dell’incidente, avvenuto nel backstage di un festival spagnolo, sono stati successivamente confermati da membri dei Foals, Kaiser Chiefs e Mogwai.

Riguardo all’omicidio di George Floyd, l’ex Pistols ha risposto che si è trattato di una cosa assolutamente terribile, ma che tuttavia ciò non significa che tutta la polizia sia cattiva o che tutti i bianchi siano razzisti («Because all lives matter»).

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