Dopo aver tuonato contro Pistol, la serie tv di Danny Boyle basata sulla biografia di Steve Jones (Lonely Boy: Tales From A Sex Pistol) e aver perso per questo una causa contro i suoi ex compagni di band nei Sex Pistols, John Lydon, dalle colonne del britannico Times, torna sul tema dell’anarchia e sulla famiglia reale britannica.
Sul secondo punto niente di nuovo sotto il sole, giusto in tempo per il giubileo di platino, l’ex frontman dell’iconica punk band specifica che non ce l’ha con i reali britannici ma con l’istituzione monarchica in sé, ovvero come “qualcosa per la quale i sudditi dovrebbero pagare”.
God Bless The Queen, ne ha sopportate tante… Non ho nessuna acredine nei confronti di nessun membro della famiglia reale. Mai avuta. È l’istituzione della Monarchia che non mi va giù, l’assunto che devo pagare per mantenerla. Qui è dove traccio la mia linea di demarcazione. Della serie: “no, non ti pagherai le vacanze in montagna con i miei soldi”
John Lydon
Sul primo punto invece, le nuove affermazioni potranno sorprendere, ma non sono veramente nulla di così incoerente da ciò che il musicista ha affermato negli ultimi anni.
L’anarchia è una pessima idea. Lo chiarisco una volta per tutte: non sono un anarchico. La cosa che mi fa specie è vedere siti anarchici sul web completamente finanziati da corporation, che declamano di essere fuori da tutta questa merda. È assurdo. Ti dichiari anarchico con indosso versioni firmate di Dr Martens o passamontagna ottimamente realizzati
John Lydon
A proposito di dichiarazioni controverse, un paio di anni fa Lydon ha più volte ribadito il proprio sostegno a Donald Trump definendolo «l’unica speranza per la working class e le minoranze che vivono al di fuori delle metropoli», il solo baluardo contro i «fighetti liberali che abitano nei grossi agglomerati urbani», dichiarandosi inoltre «arcistufo del pensiero intellettuale di sinistra», che parla «in modo stupido» senza capire di che pasta sia realmente fatto il popolo americano.
Su SA trovate, oltre alle recensioni della discografia dei PIL, anche una nostra intervista all’ex Sex Pistols svolta in occasione della pubblicazione di What the World Needs Now… (e dove non è mancata la polemica).
Pubblicato a novembre del 1976, Anarchy in The UK è il lead single del debut dei Sex Pistols Never Mind the Bollocks (recensito su queste pagine da Edoardo Bridda). Nel brano, co-firmato da Lydon assieme ai componenti dell’allora formazione, ovvero Paul Cook, Steve Jones e Glen Matlock, la band professava l’anarchica come manifesto e radicale opposizione nei confronti del generale ristagno culturale (ed economico) in cui versava il Regno Unito e il rock in generale della metà degli anni ’70.