David Bowie, The Queen, foto di Denis O'Regan 1983

Elisabetta II. Gli omaggi di Paul McCartney, Ozzy Osbourne, Liam Gallagher e tanti altri

I ricordi e i messaggi di cordoglio della comunità musicale britannica

Sono tantissimi i musicisti e le band britanniche a omaggiare la Regina Elisabetta II, morta ieri 8 settembre all’età di 96 anni. Tra i primi, a stretto giro dall’annuncio della BBC, Ozzy Osbourne, «devastato all’idea di un Inghilterra senza di lei», e Mick Jagger, che la ricorda come parte della sua intera vita («Queen Elizabeth II has always been there»).

Anche la pagina Facebook di David Bowie ha contribuito al cordoglio tramite uno scatto di Denis O’Regan del 1983.

E non poteva certo mancare Elton John, con il messaggio più istituzionale tra quelli inviati dalla comunità musicale («Ha guidato la nazione nei momenti più belli e più bui con grazia, decoro e un genuino e premuroso affetto»).

Minimalismo (e coerenza con la propria immagine) invece per i Libertines, che pubblicano l’immagine della Union Flag a mezz’asta, in segno di lutto.

Anche la pagina IG dei Rolling Stones ha pubblicato a sua volta una messaggio di cordoglio, sottolineando, come ha fatto Jagger, la sua costante presenza nelle vite dei suoi membri.

 

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Affranto invece Liam Gallagher, che sul suo social prediletto – Twitter – ha scritto una sola parola.

I post per Elisabetta II sono stati davvero tantissimi. Simon Le Bon ha parlato della «greatest monarch in history», Rob Halford dei Judas Priest l’ha descritta come una «second mom» e i Def Leppard hanno citato Joe Elliott. Infine dagli Stati Uniti va almeno citato il messaggio di Stevie Nicks (Fleetwood Mac) che torna sul concetto del «mondo senza di lei…».

Come era ampiamente prevedibile, sui social è stato un profluvio di foto degli Smiths, da quella di Morrissey con il cartello The Queen Is Dead alla copertina dell’omonimo album. Dagli immancabili Sex Pistols con God Save The Queen a chi ha fatto scelte un po’ più oculate pubblicando brani a tema com Her Majesty dei Beatles o la protest song Elizabeth, My Dear degli Stone Roses, che riprendeva lo standard Scarborough Fair.

Infine c’è anche chi ha fatto dell’ironia.

Tracklist

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