Madame, Elodie, Paola Turci, Piero Pelù, Francesco Renga e Nayt. Sono solo alcuni degli artisti che si sono esposti in merito alla recente vicenda del femminicidio della 22enne Giulia Cecchettin, per mano del suo ex fidanzato Filippo Turetta. La ragazza, originaria di Vigonovo in provincia di Venezia, frequentava Ingegneria biomedica a Padova ed era in procinto di laurearsi proprio la scorsa settimana. Il suo corpo è stato ritrovato senza vita sabato 18 novembre, ad una settimana dalla sua scomparsa, nel lago di Barcis in Friuli. Il giorno successivo, Turetta è stato fermato in Germania nel tentativo di fuga, e arrestato.
Madame, tramite le stories Instagram, si è espressa in merito alla vicenda invitando i suoi follower «a domandare senza scrupoli se va tutto bene a chi è vicino. Invito ogni ragazza ad esporre con fermezza la propria posizione, esigere rispetto, chiedere aiuto». Si è poi rivolta anche ai ragazzi: «incazzatevi per quanto è accaduto, schifatevi di quanto è accaduto, lottate per quanto è accaduto, parlatene. Non è normale la disparità di genere, non può essere normale».
Elodie, in concerto al Palapartenope di Napoli, aveva dedicato un minuto di silenzio in ricordo della giovane vittima.
Non posso togliermi dal cuore il peso che mi ha lasciato la notizia della morte di Giulia. Quindi ci terrei tanto insieme a voi a fare un minuto di silenzio in sua memoria, credo che sia molto importante. Elodie
#ELODIE silenzia l'intero palasport in ricordo di #Giulia pic.twitter.com/cmcMtBe8OR
— Simone Rausi (@EpurSimone) November 18, 2023
Paola Turci ha condiviso l’intervista a Elena Cecchettin. «Turetta è un figlio sano della società patriarcale, che è pregna della cultura dello stupro», queste le parole della sorella della vittima che si discosta dalla definizione di “mostro” che ne hanno dato le persone.
Le parole perfette della sorella di Giulia https://t.co/zNyXilGUHv
— Paola Turci (@paolaturci) November 19, 2023
Anche Piero Pelù e Francesco Renga hanno ricordato Giulia, scusandosi con lei a nome del genere maschile.
Infine, il rapper Nayt ha affidato ad un post Instagram alcune riflessioni sull’accaduto.
Quando un uomo uccide una donna perché non in grado di essere umano, la sconfitta è di tutti. Dobbiamo parlarne. Non basta inserire una materia sull’educazione sentimentale a scuola, dobbiamo muoverci collettivamente verso il riconoscimento di sé e dell’altro, dobbiamo aver voglia di smettere di soffrire, rispondere con “non so come si fa” e fermarsi a questa risposta non è più accettabile. Io non voglio che una mia amica debba avere paura e non voglio vedere un mio amico diventare un mostro. Se anche oggi abbiamo perso, parlarne e ragionare su come colmare questa grande mancanza che abbiamo, potrebbe, perlomeno, non rendere vana l’ennesima sconfitta
Nayt