Durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano – Cortina 2026 sono risuonate le parole di Gianni Rodari musicate da Ghali, tratte dalla poesia Promemoria.
Le strofe sono state recitate in italiano, inglese e francese e accompagnate da una coreografia in evoluzione: da una montagna umana dove i corpi si sostengono, fino alla sagoma di una colomba, il simbolo della pace. Ancora una volta un messaggio forte contro la guerra da parte di Ghali, nel segno della tregua olimpica.
Svista o censura?
Eppure, anche in un contesto del genere la presenza dell’artista è stata volutamente resa fantasma: durante la diretta Rai il nome di Ghali non è stato mai pronunciato dal direttore di RaiSport e telecronista Paolo Petrecca. Stesso trattamento arrivato dai cameramen che non hanno dedicato particolari inquadrature, facendo sì che il rapper venisse confuso tra i danzatori del corpo di ballo. Una mancata citazione che ha inevitabilmente riacceso le polemiche nei confronti della Rai, accusata di censura da più parti.
Il rapper non ha tardato a commentare l’accaduto, postando poche ore dopo la cerimonia un messaggio su Instagram in cui, ringraziando il pubblico per l’affetto ricevuto e ricordando le parole di Rodari, ha affidato a una frase secca la sua risposta:
Pace? Armonia? Umanità? Non ho sentito niente di tutto questo ieri sera. Le persone sono ciò che conta davvero e, in un momento di così tanto odio, vi prego di non giocare il loro gioco e di rispondere sempre come vorremmo che il mondo fosse.
Le polemiche precedenti
La performance arriva dopo giorni di polemiche legate alla partecipazione del rapper italo-tunisino alla cerimonia olimpica. Soltanto due giorni fa Ghali aveva pubblicato sui propri canali social una lettera critica – dal titolo Gran Teatro – scritta in italiano, inglese e arabo, nella quale denunciava l’esclusione dall’esecuzione dell’inno di Mameli (lasciato invece a Laura Pausini) durante la cerimonia di apertura, nonostante un invito iniziale da parte degli organizzatori. Nella lettera il rapper rifletteva sulle voci accettate e quelle considerate “di troppo” durante la serata, e su una poesia sulla pace che avrebbe potuto includere più lingue, con un riferimento esplicito all’arabo escluso all’ultimo momento:
So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che tutto è un Gran Teatro
Anche il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi è dovuto intervenire, sottolineando la necessità di evitare messaggi di natura politica in un contesto sportivo.
Il nuovo brano uscito alla vigilia della cerimonia
Alla vigilia della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi è uscito a sorpresa anche il nuovo brano di Ghali, Basta. La canzone, della durata di appena due minuti, era già stata presentata in anteprima ai fan durante alcuni concerti nei mesi scorsi, e arriva in un momento non casuale: la scelta di includere Ghali nel cast delle celebrazioni aveva suscitato forti reazioni politiche, in particolare da parte degli esponenti della Lega che lo hanno definito un “odiatore di Israele e del centrodestra”, considerate le posizioni del rapper a sostegno della causa palestinese.
Negli ultimi anni alcune sue esibizioni erano già state oggetto di dibattito, a partire dallo “stop al genocidio” pronunciato sul palco dell’Ariston due anni fa e al seguente appuntamento post-kermesse a Domenica In, suscitando la dura reazione dell’ambasciatore israeliano in Italia.
Uno slogan essenziale, il “basta” continuamente ripetuto all’interno del brano come richiamo secco, che scandisce il brano e permette al rapper di mettere in fila nel testo immagini di pressione e saturazione, in un senso di emergenza:
Cifra troppo alta, mamma mi è svenuta in banca / Qualcuno ci aiuti, cazzo, serve un’ambulanza
Il brano è stato pubblicato senza copertina e senza particolari annunci, quasi a voler sottolineare l’urgenza comunicativa dell’artista.
Il testo di Promemoria
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte
né per mare né per terra
per esempio, la guerra.