Come era prevedibile, il testo di Casa mia di Ghali, per la prima volta in gara a Sanremo, non è piaciuto alla comunità ebraica di Milano. Il presidente Walker Meghnagi, infatti, ha diffuso un comunicato in cui bolla l’esibizione del rapper come propaganda anti-israeliana: “Ieri sera al festival di Sanremo, uno spettacolo che dovrebbe unire gli italiani, è andata in scena una esibizione che ha ferito molti spettatori”. Il riferimento è a un verso della canzone: “Di alzare un polverone non mi va (va) / Ma, come fate a dire che qui è tutto normale / Per tracciare un confine / Con linee immaginarie bombardate un ospedale / Per un pezzo di terra o per un pezzo di pane / Non c’è mai pace“.
Ghali ha proposto una canzone per gli abitanti di Gaza, ma a differenza di Ghali non possiamo dimenticare che questa terribile guerra è il prodotto di quanto successo il 7 ottobre. […] Non possiamo accettare che nella nostra Italia, nel paese dei nipoti di quanti hanno stilato le Leggi Razziali, si possa spacciare una tale propaganda antisraeliana, in prima serata, sulla televisione pubblica – prosegue -. Non col nostro silenzio. Le nostre sinagoghe e le nostre scuole sono circondate dalla polizia e dall’esercito, sappiamo sulla nostra pelle che la propaganda finisce per armare le mani dei violenti. E ci chiediamo, dove sono i vertici Rai?
Walker Meghnagi
Non è mancata la risposta del rapper, il quale ha specificato che il brano parla di guerra in generale ed è stato scritto prima degli eventi di ottobre. “Se la mia canzone porta luce su quello che si finge di non vedere – ha scritto sui social – allora ben venga. Non si può andare oltre”.
https://twitter.com/GhaliFoh/status/1755306617225019583
Con Casa mia, Ghali punta tutto sul suo brand e sulla retorica dell’immigrato di seconda generazione, pur trasfigurata da un immaginario dialogo con un alieno. Di seguito il video dell’esibizione. Approfondimento in un post dedicato.