Ghali torna a far parlare di sé, questa volta con un post sui social in cui critica apertamente i colleghi rapper italiani per il loro silenzio sulla situazione a Gaza. «Il rap è ufficialmente morto. Il silenzio dei rapper ha ucciso il genere. Ne è rimasto solo lo stile, il suono, la forma», scrive l’artista, aggiungendo: «Sostenere il genocidio vuol dire anche non schierarsi», «Il genocidio ricadrà sulla vostra arte, sulla vostra penna e sulla salute delle generazioni future» e «Mettiteve scuorno. Potete avere tutti i platini e tutte le collane d’oro del mondo, ma non siete nulla. Siete solo munnezz».
Stop al genocidio
La presa di posizione di Ghali si inserisce in un percorso già avviato a febbraio 2024, durante la sua partecipazione al Festival di Sanremo con Casa mia, piazzatosi quarto nella classifica finale. In quell’occasione, pur senza mai fare nomi di stati o entrare nei dettagli geopolitici, il rapper aveva parlato di «cessate il fuoco» e «stop al genocidio», sia sul palco del festival sia durante l’appuntamento post-kermesse a Domenica In, suscitando le critiche dell’ambasciatore israeliano in Italia, Alon Bar, che definì «vergognoso» l’uso del palco di Sanremo per diffondere, a suo dire, «odio e provocazioni».
Ospite da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa, Ghali aveva poi ribadito il senso delle sue dichiarazioni: «[La pace è per tutti] è quello che abbiamo imparato a scuola, è strano ritrovarsi oggi in un mondo così. Per me è la cosa più importante: qualsiasi cosa è da condividere. Il successo, tutti i beni che abbiamo su questo pianeta, non sarebbero delle ricchezze se non fossero condivisibili. Sono condivisibili solo se stiamo tutti bene e se c’è pace».
Rapper cantautori di oggi
Ghali aveva anche evidenziato il ruolo sociale e culturale dei trapper, definendoli «i nuovi cantautori di oggi»: «Esattamente come facevano i cantautori di una volta che usavano il linguaggio di strada di quel momento, i cantautori di oggi usano il codice di strada. Per questo molti giovani si ritrovano: parliamo di vita vera».
Con il post odierno, Ghali richiama i colleghi al senso di responsabilità: «Non avete parlato, e i brand non vi cercano. Cosa ci avete guadagnato col vostro silenzio?», «L’Italia è in strada, e la Flotilla passerà alla storia», e chiude con un appello alla consapevolezza culturale: «HIP è la conoscenza, HOP è il movimento».
L’ultimo lavoro di Ghali, Pizza Kebab Vol. 1., è stato recensito su queste pagine da Fabrizio Testa.
