A una settimana dalla pubblicazione, c’era una certa curiosità per Romance, l’ultimo lavoro dei Fontaines D.C., uscito venerdì scorso. L’attenzione era focalizzata su come l’album, il più chiacchierato nelle nicchie social degli appassionati di musica (che un tempo chiamavamo indie), si sarebbe piazzato nelle classifiche nostrane.
La band di Grian Chatten non è la prima nell’ambito “rock” a raggiungere i primi posti nelle liste stilate dalla FIMI. La regola generale rimane: dopo una fiammata iniziale, spesso segue un rapido scivolamento verso il basso, se non addirittura una sparizione completa la settimana successiva. Tuttavia, fa piacere vedere una formazione come questa infrangere, anche se momentaneamente, un’autarchia dominata da hip hop e urban italiano.
I Fontaines D.C. avevano le carte in regola per fare la differenza e hanno cercato di aprirsi a un pubblico più vasto, per quanto limitato possa essere oggi l’orizzonte per questo tipo di musica (comunque la si voglia declinare). Una scelta che li ha premiati anche nel nostro Paese.
Venendo ai numeri: Romance ha raggiunto il primo posto per quanto riguarda le vendite fisiche e l’ottavo nella classifica generale, quella trainata dallo streaming e quindi dai gusti dei più giovani; gli stessi che in questo periodo stanno premiando Vera Baddie di Anna e Dio lo sa di Geolier. In Gran Bretagna, la band ha sfiorato il primo posto, attualmente occupato dalla nuova sensazione pop Sabrina Carpenter (quella di Espresso), che troviamo un gradino più in basso rispetto ai Fontaines nella classifica FIMI.
Su SA trovate sia la recensione di Romance che l’intervista alla band, entrambe di Fernando Rennis.
