Album
Romance
-
Antonio Pancamo Puglia
- 22 Aprile 2024
Si sapeva già che l’ottimo Chaos For The Fly, debutto solista di Grian Chatten dello scorso anno, rappresentava soltanto una piacevolissima (e, si spera, non isolata) deviazione dal percorso principale: nella loro lenta ma inesorabile ascesa, con Skinty Fia (2022) i Fontaines D.C. avevano toccato un apice di popolarità e di consensi pressoché unanimi al di sotto del quale non si poteva certo più andare. Per una band che, venuta fuori dalla messe di ventenni post-punk sul finire degli anni ‘10, aveva mostrato tappa dopo tappa soltanto di saper crescere, evolvere, consolidarsi e maturare, trovando modi e linguaggi propri e diventando un vero punto di riferimento, l’unica via non poteva essere che su.
Ed ecco che il 15 aprile 2024 appare, inatteso, il trailer di questo Romance, album numero quattro che vede alla produzione quel James Ford sodale storico degli Arctic Monkeys (con cui non a caso i dublinesi hanno condiviso i palchi, in una staffetta che non appare casuale), il cui tocco di Mida ha benedetto i recenti fasti di Depeche Mode e Blur. In un breve filmato che omaggia palesemente il Kubrick di Shining, si sentono le prime, minacciose note di quella che adesso sappiamo essere la title track, con un Grian mai così simile a Thom Yorke che intona “Into the darkness again / In with the pigs in the pen / And God knows I love ye / Screws in my head”, su un arpeggio dissonante spezzato da bordate di synth e orchestra che rimandano ai Depeche Mode più industrial e lugubri.
Poco più di un minuto di oscura intensità che lascia già presagire un album ricco di sorprese. La parola del titolo ha molteplici significati in lingua inglese: racconto, romanzo ma anche storia d’amore, romanticismo, intesi come situazione concreta ma anche come stato d’animo. “Romance potrebbe essere un luogo da cui sei escluso, che ti confonde”, prova a spiegare Chatten. “Forse non conosci il linguaggio per accedervi. Potrebbe essere una cosa che stai disperatamente cercando di proteggere, o una resa totale”.
Se i tre album precedenti erano stati segnati dal romanticismo attraverso la lente dell’essere irlandesi, in questo quarto episodio si cerca di andare oltre e cercare quel sentimento dovunque possa trovarsi. Tra le fonti di ispirazione per il mood del disco, viene citato l’iper-classico anime Akira, la sua ricerca dell’amore in uno scenario apocalittico, ma anche i film della vecchia Hollywood come Sunset Boulevard o opere letterarie come il recentissimo saggio sul cambiamento climatico Land Sickness di Nikolaj Schultz (2023) e Natura morta con picchio (Still Life With Woodpecker) di Tom Robbins.
Musicalmente, la band ha parlato di una ulteriore espansione delle proprie influenze e riferimenti, a partire dagli amati Slowdive, l’avant-electropop di Shygirl e Sega Bodega ma anche il post-metal dei Korn e l’hip hop. Quest’ultima influenza è evidentissima nell’effettivo singolo di lancio Starbuster, il cui video diretto da Aube Perrie è stato pubblicato un giorno dopo il trailer del disco e in cui i nuovi Fontaines sembrano abbracciare pienamente una estetica da strada, tutta groove e samples, mista ai consueti umori post-punk e un andamento minaccioso il giusto, il tutto condito dall’urgenza e dai singulti asmatici di un Chatten che mette in musica, molto efficacemente, l’esperienza reale di un attacco di panico di cui è stato vittima nella stazione londinese di St. Pancras.
Tracklist
Streaming
Spotify
Voti
Amazon
Discografia
Vota
- Elena Raugei 6.9
- Gioele Barsotti 7.5
- sentireascoltare 7.6
- Riccardo Zagaglia 7.3
- Nino Ciglio 7.6
- Antonio Pancamo Puglia 7.6
- Tommaso Iannini 7.3
- Carmine Vitale 7.5
- Valentina Zona 6.7
- Fabrizio Testa 7.1
- Diego Muleri 7.5
- Alessandro Liccardo 7.6
- Fabrizio De Palma 7.4
- Davide De Gennaro 8.3
- Marco M. Boscolo 6.8
- Beatrice Pagni 7.2
