FKA Twigs
FKA Twigs, Primavera Sound 2025 , foto di Francesca Sara Cauli

FKA twigs ritira la causa contro Shia LaBeouf: accordo extragiudiziale tra le parti

A cinque anni dalla denuncia per abusi, molestie e danni psicologici, la musicista e performer e l’attore statunitense raggiungono un’intesa fuori dal tribunale. “Ci auguriamo felicità e pace reciproca”

A distanza di cinque anni dalla denuncia, FKA twigs ha ritirato la causa intentata contro Shia LaBeouf per molestie sessuali, aggressione e danni morali. Le parti hanno raggiunto un accordo extragiudiziale, ponendo fine al procedimento senza che si arrivi in tribunale. La cantante britannica, all’anagrafe Tahliah Barnett, aveva inizialmente chiesto 10 milioni di dollari di risarcimento, ma i termini dell’accordo rimarranno riservati.

“Impegnati a intraprendere un percorso costruttivo – si legge nel comunicato congiunto degli avvocati Bryan J. Freedman e Shawn Holley – abbiamo concordato di risolvere la causa fuori dal tribunale. Ci auguriamo reciprocamente felicità personale, successo professionale e pace per il futuro”.

Denuncia e azione legale

La denuncia era stata presentata nel dicembre 2020: FKA twigs aveva raccontato una serie di episodi di abuso fisico e psicologico, culminati in un’aggressione avvenuta nel febbraio 2019 mentre lei e LaBeouf, all’epoca compagni, viaggiavano insieme in auto. Secondo quanto riportato dal New York Times, l’attore l’avrebbe minacciata di schiantarsi se non avesse giurato di amarlo, per poi aggredirla fisicamente presso una stazione di servizio.

Barnett aveva anche dichiarato di essere stata strangolata nel sonno, isolata dai propri affetti e contagiata deliberatamente con una malattia sessualmente trasmissibile. “Pensavo che nessuno mi avrebbe creduta. Sono una donna di colore e non convenzionale. È stato il peggior periodo della mia vita”, aveva affermato.

LaBeouf, che ha negato le accuse, aveva inizialmente risposto con una mail di scuse, riconoscendo il proprio comportamento violento e autodistruttivo. In seguito, ha dichiarato di rigettare “ciascuna delle accuse” mossegli.

Il processo era stato fissato per il novembre 2023, poi rinviato a ottobre 2024. Nel frattempo, i legali di Twigs avevano accusato LaBeouf di eludere il procedimento. Ora, con la rinuncia formale alla causa “con pregiudizio” – che implica l’impossibilità di ripresentarla in futuro – la vicenda giudiziaria si chiude definitivamente.

L’attività recente

Nel gennaio 2025 Twigs ha pubblicato il suo terzo album, EUSEXUA – accolto positivamente dalla critica e anche dalle nostre parti – in cui esplora anche temi di guarigione, corpo e spiritualità. L’ultimo brano pubblicato è Perfectly, accompagnato da un video diretto dal suo collaboratore di lunga data Jordan Hemingway. Il brano farà parte dell’edizione deluxe del sopracitato lavoro intitolata DELUXUA.

Tra i progetti in corso, l’artista è in trattative per interpretare Josephine Baker in un biopic diretto dalla regista francese Maïmouna Doucouré, sostenuto dai figli di Baker, Jean‑Claude e Brian Bouillon Baker. Figura pionieristica nella storia afroamericana ed europea, Baker ha ispirato anche il look di Twigs al recente Met Gala, dove ha rivendicato un’estetica dandy nera come gesto politico e identitario.

Parallelamente, Twigs ha partecipato a un’audizione davanti al Senato degli Stati Uniti, intervenendo sul dibattito riguardante l’intelligenza artificiale e la tutela della proprietà intellettuale. Durante la sua testimonianza, ha rivelato di aver sviluppato una versione deepfake di sé stessa – AI Twigs – che risponde al suo tono di voce, parla diverse lingue e interagirà con fan e giornalisti al posto suo, lasciandole spazio per concentrarsi sulla propria attività creativa.

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