Roger Waters
Roger Waters canta la nuova versione di “Comfortably Numb” per Gaza

Roger Waters e Mona Miari. La nuova “Comfortably Numb” diventa un canto per Gaza

Uscito il videoclip ufficiale diretto da David Barron e co-diretto da Miari: il classico dei Pink Floyd è stato reso in inglese e arabo con immagini da Gaza e una riscrittura radicale del senso originale

È arrivato online il videoclip ufficiale di Comfortably Numb Re-imagined, nuova versione del classico dei Pink Floyd pubblicato nel 1979 all’interno di The Wall, firmato da Roger Waters insieme all’artista palestinese Mona Miari.Il video, diretto da David Barron e co-diretto dalla stessa Miari, alterna performance dei due interpreti a un montaggio di immagini girate a Gaza, una dichiarazione esplicita legata all’attualità del conflitto.

La nuova versione riprende la struttura musicale del 2022 già pubblicata da Roger Waters, senza l’assolo di chitarra (e di fatti nei crediti manca David Gilmour), e reintepreta l’originale in una forma più acustica e corale, con flauto, percussioni e un piccolo coro. Il brano è interpretato in inglese e arabo. Le parti in arabo di Miari sono sottotitolate in inglese e includono il seguente passaggio:

Dopo tutto quello che è successo / senza più nessuno / le parole sono svanite, tutte / perché porsi domande, del resto? / Tutto ciò che è perduto / casa… oh amata casa / la notte cala silenziosa e si sgretola / oh amata casa… digli / il ramo d’ulivo / che si protende verso le stelle / una ferita aperta / che grida libertà

Alla parte cantata da Miari risponde Waters, che rielabora il ritornello originariamente legato a David Gilmour:

Sento il tuo dolore da New York City, sento il tuo dolore dall’altra parte del mare che chiama me e te

Miari replica:

Quando ero giovane sognavo la libertà / la speranza arde feroce in ciò che sono / come radici che si fanno strada tra le macerie / plasmiamo il nostro destino / la nostra luce spezzerà l’oscurità / siamo la promessa di una nuova alba

Il verso chiave ribalta la dichiarazione del brano originale: da “I have become comfortably numb” a “I will never become comfortably numb”. C’è il rifiuto dell’apatia, dunque. Nel video Waters cita anche la Nakba e il 1948, inserendo la narrazione personale in un quadro storico più ampio. La risposta di Miari insiste invece su perdita, resistenza e diritto al ritorno. Il brano, della durata di circa otto minuti, si chiude con un finale corale in cui si invoca una Palestina libera (“Falasteen”).

In precedenza i due artisti si sono esibiti dal vivo allo SVA Theatre di New York per cantare Sumud, brano dedicato alla Global Flotilla.

Tracklist

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