FKA Twigs
FKA Twigs, still dal video di “Oh My Love” (2022)

FKA Twigs ha creato una versione deepfake di se stessa (per il suo benessere psicofisico)

«Ciò che non è accettabile è che la mia arte e la mia identità possano essere semplicemente prese da terzi e sfruttate falsamente per il proprio guadagno senza il mio consenso»

Che lo si voglia o meno, la velocità con la quale la tecnologia sta avanzando ci sta portando ad assottigliare sempre di più quel confine che separa la dimensione digitale dalla realtà “reale”. Una condizione alimentata sicuramente dalla capacità delle intelligenze artificiali di creare dei cortocircuiti percettivi nei quali si fa fatica a distinguere la verità dalla finzione. E se da un lato lo scenario può sembrarci inquietante, dall’altro c’è chi ha trovato un modo per sfruttare questa situazione a proprio vantaggio (vedi Elf.Tech di Grimes o Holly+ di Holly Herndon).

Ne sa qualcosa FKA Twigs che il 30 aprile ha presenziato difronte alla sottocommissione giudiziaria del Senato degli Stati Uniti per dire la sua a proposito di proprietà intellettuale e sulla regolamentazione delle AI. Stando alla sua testimonianza, la musicista britannica sarebbe così impegnata con i suoi progetti artistici (fra il recente featuring con Two Shell nel singolo Talk To Me, il ruolo da protagonista nel reboot di The Crow, e un nuovo album alle porte) da aver deciso di affidare le proprie interazioni con fan e giornalisti sui social ad un clone realizzato con la tecnica del cosiddetto deepfake.

Quello che la sottocommissione del Senato sta prendendo in esame è il NO FAKES Act, un disegno di legge concepito per proteggere artisti e attori da un utilizzo non autorizzato delle loro sembianze, dei loro volti, e delle loro voci tramite le AI. Durante il suo intervento FKA Twigs ha rivelato di star lavorando da tempo allo sviluppo di una versione di sé stessa in grado di sostituirla completamente nello svolgimento di tutte quelle operazioni giornaliere che la distoglierebbero dalle sue passioni e dai suoi obiettivi principali. A sostenere in aula la la poliedrica artista vi era anche Robert Kyncl, amministratore delegato di Warner Music Group, nonché capo della sua etichetta.

Di seguito, il discorso di Twigs al Senato in cui chiede che la norma per salvaguardare l’autenticità artistica venga approvata il prima possibile.

Sono qui perché la mia musica, la mia danza, la mia recitazione, il modo in cui il mio corpo si muove davanti a una telecamera e il modo in cui la mia voce risuona attraverso un microfono non sono un caso; sono riflessi essenziali di chi sono. La mia arte è la tela su cui dipingo la mia identità e il fondamento del mio sostentamento. È l’essenza del mio essere. Eppure tutto questo è in pericolo. L’intelligenza artificiale non può replicare la profondità del mio percorso di vita, eppure chi la controlla ha il potere di imitare le sembianze della mia arte, di replicarla e di rivendicare falsamente la mia identità e la mia proprietà intellettuale. Questa prospettiva minaccia di riscrivere e disfare il tessuto della mia stessa esistenza. Dobbiamo emanare subito una normativa per salvaguardare la nostra autenticità e proteggerci dall’appropriazione indebita dei nostri diritti inalienabili…
FKA Twigs, YouTube

E in cui descrive il lavoro svolto in questi mesi per la creazione del deepfake

Nell’ultimo anno ho sviluppato una versione deepfake di me stessa – AI Twigs – che non solo è addestrata secondo la mia personalità, ma può anche usare il mio esatto tono di voce e parlare molte lingue. Nel corso dell’anno la coinvolgerò per estendere il mio raggio d’azione e gestire le interazioni online sui social media, mentre continuerò a concentrarmi sull’arte nel comfort e nella tranquillità del mio studio
FKA Twigs, YouTube

A suo avviso le nuove tecnologie basate sull’AI possono essere un potete alleato dell’artista a patto che siano sotto il suo controllo e che la legge sia in grado di tutelarne l’utilizzo improprio.

Queste e altre tecnologie emergenti sono strumenti di grande valore artistico e commerciale quando sono sotto il controllo dell’artista. Ciò che non è accettabile è che la mia arte e la mia identità possano essere semplicemente prese da terzi e sfruttate falsamente per il proprio guadagno senza il mio consenso, a causa dell’assenza di un adeguato controllo legislativo
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FKA Twigs non è l’unica artista a sentirsi minacciata da un utilizzo improprio di certe tecnologie, nella lista delle celebrities vittime di deepfake non autorizzati ricordiamo personaggi come Tom Hanks e Taylor Swift. Inoltre, all’inizio di aprile, gli artisti britannici Mumford and Sons, Zayn Malik, Jess Glynne e Sam Smith hanno firmato una lettera aperta in cui si chiede una maggiore protezione contro “l’uso predatorio dell’IA per rubare le voci e le immagini degli artisti”.

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